Passione e coraggio, lealtà e fiducia: Michele De Astis e la storia di chi non molla mai

Sono le otto del mattino, seduti al tavolino del bar del Life Sport a Mentana, location in cui si sta svolgendo Iconafun, l’evento nazionale Iconacasa, nella quiete che anticipa l’inizio dell’ultima giornata che vedrà sfidarsi le migliori squadre di calcetto per la vittoria di Iconaleague e l’estrazione finale della lotteria Iconalottery, tra buon caffè e invitanti brioches, incontriamo Michele De Astis. Volutamente fuori dalla routine dell’agenzia immobiliare e senza filtri per conoscere meglio uno dei protagonisti di questo meraviglioso 2018.

Lui è sorridente e il suo entusiasmo contagia chi gli sta vicino, un uragano di passione e voglia di fare che ha stupito molti colleghi; un camaleonte che passa dal ruolo del formatore serio e severo al cabarettista, dal tecnico audio/video all’area manager con polso e carisma, da portiere di calcio a judoka provetto. Anche qui a Mentana non si è risparmiato alternandosi tra la consolle e i pali della porta che ha difeso strenuamente, tra il ruolo del giudice di gara e la postazione di controllo dell’info point. Instancabile! Iniziamo con l’intervista.

Michele, prima di snocciolare numeri e aneddoti della tua lunga carriera imprenditoriale, parlaci di quello che sei e fai fuori dall’agenzia, quando svesti i panni dell’agente immobiliare e vesti quelli di uomo, padre e marito.
Così come amo essere impegnato durante la giornata lavorativa, amo riempire il mio tempo libero con attività e passioni da coltivare. La mia più grande passione è e sempre sarà Diego, il mio piccolo ometto, insieme alla donna della mia vita che con me condivide una delle passioni più viscerali: la Curva Nord! Insieme, che la Bari vinca o perda, su quei gradoni a intonare i cori e con la speranza di vederla finalmente approdare nella massima serie. Il calcio, come ben sai, oltre che viverlo da tifoso, lo pratico a livello amatoriale ogni settimana con gli amici di sempre. Poi c’è il judo che ho praticato a livello agonistico. Ti conosciamo bene e sappiamo che c’è altro e sappiamo anche che il tuo percorso nel judo ha toccato vette importanti; non fare il modesto. Si è vero – ride ndr – nel 2005 mi sono classificato al quinto posto al campionato europeo. Poi c’è il canto in cui mi diletto con risultati apprezzabili. Altro non c’è, anche perché c’è Carmen qui e non vorrei un ceffone di prima mattina! – e qui la risata è collettiva…anche Carmen!

A proposito di Carmen. Abbiamo voluto che la tua intervista fosse pubblicata sul magazine di maggio perché pensavamo fosse il giusto riconoscimento per il tuo percorso di uomo e imprenditore; il mese d’oro del tuo splendido 2018.
Hai ragione. Il 18 maggio sarà il nostro giorno. Finalmente arriva il coronamento di un grande sogno tanto voluto da Carmen e me. Quel giorno festeggeremo con molti membri della famiglia Iconacasa perché oramai non distinguo più il lavoro dalla vita privata; si mescolano e confluiscono in un unico grande contenitore che è la mia vita! Prima di sposarmi, però, aprirò le porte del mio nuovo ufficio nello splendido scenario di Conversano.

Ci conosciamo da tanto tempo, ho visto i tanti cambiamenti nella tua vita professionale e non ti nascondo che in me c’era un po' di scetticismo quando sei entrato in Iconacasa; in meno di due anni hai sciolto ogni mia remora e mi hai fatto ricredere. Te la senti di parlarci del percorso che ti ha portato qui?
Me la sento e come. Parto dal concetto che nella vita la caduta è fisiologica se si osa; chi non cade è perché non fa nulla, perché resta fermo, e questo per me non è vivere. Ho fatto l’agente immobiliare per tanti anni, sono stato area manager in un altro franchising immobiliare ma non ero soddisfatto e stimolato e la mia parabola discendente si è compiuta nel 2013 con l’uscita dal mondo immobiliare. Per tre anni ho fatto altro ma non ho mai abbandonato il sogno di tornare e riscattarmi ma avevo bisogno di trovare nuovi stimoli e valori veri. Nel 2016 ho incontrato Giancarlo Quassia, uno dei nostri tre fantastici presidenti, col quale avevo condiviso i primi anni della mia carriera immobiliare; è bastato un pranzo con lui, Daniele e Nicola per capire quanto fossero innamorati del progetto Iconacasa, di quanto credessero nei valori e di quanta importanza dessero alle persone. È stato amore a prima vista. Non ho esitato e mi sono tuffato a capofitto in quella che oggi ritengo la mia grande famiglia; non potevo fare scelta migliore.

Oggi sei un Area Manager, in meno di due anni ti trovi ad aprire il tuo quarto punto vendita, sei da supporto per i servizi, prendi parte alla vita dell’azienda e dai il tuo grande contributo alla formazione dei giovani collaboratori tanto da essere lo “zio” dei consulenti; sei entrato in uffici che non conoscevi e li hai convinti e coinvolti nel tuo progetto di crescita stravolgendoli come Cannavacciuolo in “Cucine da Incubo”. Sei un ciclone. Dove trovi tempo e forza per fare tutto questo?
La passione. È quello che ho sempre voluto fare in un ambiente che ho sempre sognato di vivere. È incredibile vivere il brio Iconacasa, un turbinio di energia ed entusiasmo con al centro di tutto le persone. Contribuire poi alla crescita dei più giovani mi fa sentire parte integrante di qualcosa di grande che sta riscrivendo le regole del mercato immobiliare.

È tempo di rimetterci in moto, la giornata conclusiva di Iconafun sta per iniziare. Michele si dirige verso la consolle per allietare giocatori e spettatori delle finali e da buon Cannavacciuolo non lesina sonore pacche sulle spalle dei ragazzi che le accolgono con sorrisi pieni di gioia e ammirazione. Per noi la giornata inizia con la consapevolezza che quelle grandi manone da portiere saranno utili e importanti per portare sempre più in alto Iconacasa; un azienda fatta da persone e non da numeri, da valori e da successi.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS