Affitti e locazioni: ecco il nuovo modello RLI

Dal 20 maggio sarà obbligatorio utilizzare esclusivamente il nuovo modello preparato dall'Agenzia delle Entrate.

Affitti e locazioni, arriva una piccola rivoluzione. A partire dal 20 maggio diventerà infatti obbligatorio utilizzare esclusivamente il nuovo modello RLI necessario per la registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili e per gli adempimenti successivi.

Il via liberà è arrivato dall'Agenzia delle Entrate con provvedimento 64442 del 19 marzo 2019. Il nuovo modello sostituisce il precedente RLI risalente al 2017. Dal 20 marzo al 19 maggio 2019 ci sarà un periodo di "transizione" in cui varanno accettati sia il vecchio che il nuovo modello.

Il modello RLI è utilizzato per richiedere la registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili ed eventuali proroghe, cessioni, subentri e risoluzioni con il calcolo delle relative imposte e di eventuali interessi e sanzioni, nonché per l’esercizio dell’opzione o della revoca della cedolare secca e per effettuare i seguenti adempimenti:

  • Comunicazione dei dati catastali 
  • Opzione per il regime della cedolare secca
  • Coontestuale registrazione dei contratti di affitto dei terreni e degli annessi “titoli PAC”;
  • Registrazione dei contratti di locazione con previsione di canoni differenti per le diverse annualità;
  • Registrazione dei contratti di locazione a tempo indeterminato;
  • Ravvedimento operoso;
  • Gestione della comunicazione della risoluzione o proroga tardiva in caso di cedolare secca;
  • Registrazione dei contratti di locazione di pertinenze concesse con atto separato rispetto all’immobile principale.

Il modello è composto da

  • quadro A “Dati generali”, nel quale sono contenuti i dati utili alla registrazione del contratto, la sezione dedicata agli adempimenti successivi, i dati del richiedente e la sezione riservata alla presentazione in via telematica;
  • quadro B “Soggetti”, in cui sono indicati i dati dei locatori e dei conduttori;
  • quadro C “Dati degli immobili”, riguardante i dati degli immobili principali e delle relative pertinenze;
  • quadro D “Locazione ad uso abitativo e opzione/revoca cedolare secca”, contenente le informazioni relative al regime della cedolare secca;
  • quadro E “Locazione con canoni differenti per una o più annualità”, in cui possono essere indicati i diversi canoni di locazione pattuiti nel contratto per le successive annualità.

Il modulo è scaricabile da questo link

 

 

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Affitti, mercato a due velocità: salgono nelle grandi città ma scendono in provincia

Secondo uno studio si amplia la forbice tra grandi e piccoli centri. Milano fa corsa a sé: canoni in aumento del 9%

Canoni in aumento nelle grandi città, stabili o addirittura in calo in provincia. Sono le due facce della stessa medaglia del mercato degli affitti in Italia: a fare un bilancio è l’Osservatorio annuale sugli affitti residenziali di Immobiliare.it e Mioaffitto.it.

Secondo questo studio, nel settore si possono individuare quattro categorie ben precise: c'è il mercato di Milano, in cui gli affitti continuano a salire senza soluzione di continuità, ci sono le altre grandi città con affitti in moderato aumento e poi ci sono i piccoli centri e le province in cui i canoni rimangono stazionari o addirittura diminuiscono.

Milano fa quindi un vero e proprio "campionato a parte" per quanto riguarda il mercato degli affitti attuali: nella città meneghina i canoni sono saliti del 9% con un’offerta in calo e una domanda in forte aumento oltre il +7%. 

Nelle altre grandi città, in particolare i capoluoghi, in un anno i prezzi sono aumentati ma a un ritmo decisamente più "normale" (+3%) con una domanda in leggera crescita (+2%). Nelle città più piccole, invece, la domanda risulta in calo del 2% e di conseguenza gli affitti arretrano registrando un calo del 4%

 

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Affitti brevi: il Tar impone cedolare secca anche per Airbnb

Una sentenza del Tar del Lazio impone alla piattaforma online di riscuotere la cedolare. Ma Airbnb annuncia ricorso al Consiglio di Stato.

Anche Airbnb dovrà riscuotere la cedolare secca del 21% prevista dalla Legge. A darne notizia è il Sole 24 Ore: una sentenza del Tar del Lazio, dopo una lunga battaglia legale, ha respinto le richieste di Airbnb che finora si era rifiutata di riscuotere la cedolare secca sulle locazioni brevi e comunicare all'Agenzia delle Entrate i nomi dei locatari e i relativi redditi.

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