Marketing, la ricetta di Lo Cascio: “Scardineremo la comunicazione ingessata dell’immobiliare”

Il Direttore dell’area marketing di Iconacasa fa un bilancio del “pazzo” 2020 appena concluso ponendo le basi per il futuro. La pandemia ha avuto l’effetto di uno tsunami ma Iconapubli ha saputo resistere sapendosi adattare a una nuova realtà sempre più digitale. 

Sono passati appena dodici mesi dall’ultima intervista: 365 giorni in cui il mondo è stato totalmente stravolto e con esso è cambiato anche il mondo della comunicazione. Cosa ti ha colpito di più in questo “pazzo” 2020?
“La comunicazione, soprattutto quella digitale, è diventata il miglior strumento che un’azienda può offrire sul mercato. Lo era già diventata negli ultimi anni, ma col 2020 è diventata essenziale. Senza di essa nei mesi del lockdown, non solo sarebbe stato difficile mantenere vive le attività, ma sarebbe stato impossibile mantenere costante il contatto tra utente e professionista. Anche i più scettici si stanno convertendo”. 

Entriamo nel dettaglio del mondo immobiliare: anche qui la pandemia ha avuto l’effetto di uno tsunami. Cosa è cambiato?
“Praticamente tutto. È cambiata la nostra ricerca degli immobili, è cambiato il nostro modo di eseguire una valutazione, si è trasformata la gestione dell’immobile ed cambiato radicalmente incrocio immobile-richiesta. Le visite agli immobili hanno subito una drastica riduzione e quindi il filtraggio dei potenziali acquirenti viene effettuato direttamente online. La pandemia ha dato un impulso notevole alla digitalizzazione della comunicazione, soprattutto nel mondo dell’immobiliare che è un settore prevalentemente ‘offline”.

"È cambiata la nostra ricerca degli immobili, è cambiato il nostro modo di eseguire una valutazione, si è trasformata la gestione dell’immobile ed cambiato radicalmente incrocio immobile-richiesta".

Iconapubli è stata inevitabilmente in prima linea ad affrontare questa onda anomala, trainando l’innovazione digitale del franchising durante e dopo il lockdown. Com’è cambiato il lavoro del team? Su cosa avete puntato?
“Non ci aspettavamo una pandemia, ma respiravamo aria di cambiamento già da qualche anno. Infatti tutti i servizi e prodotti che sono diventati essenziali duranti i mesi delle restrizioni li avevamo già ideati e messi sul mercato diversi mesi prima dello smart working forzato. Il lavoro del team, quindi, non è stato rivoluzionato: abbiamo semplicemente potenziato quei progetti che meglio si sposavano con la nuova realtà post-covid. Siamo stati resilienti”.

Una delle grandi novità è la Digital Convention: è stata una scommessa vinta? Intanto ci si prepara per l’evento del 2021 che speriamo sarà tutta dal vivo
“È stato difficile suscitare le emozioni di un evento così importante e sentito da parte della rete e della dirigenza. Ma penso che il nostro entusiasmo, la passione, il senso di appartenenza che ci ha sempre contraddistinto siano comunque passati da una parte all’altra dello schermo. Intanto per maggio ci aspetta un’altra impresa, perché alzare continuamente l’asticella è difficile anche se molto stimolate”.

Un marketing immobiliare “sartoriale” e una customer experience personalizzata. Saranno ancora queste le parole chiave nell’era post covid?
“Lo saranno sempre di più. Nell’immobiliare la comunicazione è stata sempre ingessata noi invece stiamo portando familiarità e informalità. Al centro di tutto ci devono essere le persone, che siano nostri clienti o collaboratori. Il mercato è stanco delle inutili formalità: i clienti vogliono essere trattati da persone e non da fatturati”.

"Nell’immobiliare la comunicazione è stata sempre ingessata noi invece stiamo portando familiarità e informalità".

Parliamo adesso del futuro di Iconacasa. Si va a vele spiegate verso i 150 uffici. Come sta crescendo il franchising e su cosa bisogna puntare per crescere ancora?
“I numeri ci stanno dando ampiamente ragione. La strada intrapresa è quella giusta. Sulla scorta dei risultati ottenuti e dei feedback costanti, abbiamo deciso di puntare su due progetti fondamentali: risorse umane e il customer success managing, un nuovo modo di approcciare i nostri clienti. Le loro esigenze, la nostra missione”

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Il ragazzo di periferia alla conquista della città, Vasaturo: “Nuove aperture su Bologna"

Un semplice ragazzo di periferia sbarcato in una grande città, ma pronto a conquistarla. Gennaro Vasaturo era inizialmente scettico ma è stato subito stregato dal mondo Iconacasa. È l’Affiliato di Bologna San Donato e ha dei progetti ben chiari per il futuro: aprire subito nuovi punti vendita nel capoluogo. 

Facciamo un passo indietro nel tempo: chi eri prima di conoscere il franchising?
“Prima di entrare in iconacasa ero una persona con molti sogni. Ero alla ricerca di un’azienda che mi desse fiducia e soprattutto che avesse davvero valori forti, dimostrati dai fatti. Prima di entrare in Iconacasa ho sentito sempre e solo tante parole. Poi tutto è cambiato".

Quando hai sposato il progetto Iconacasa?
“Sono entrato in Iconacasa qualche anno fa ma con molti dubbi. Venivo da esperienze passate non proprio positive e quindi, lo ammetto, ero scettico sui valori di questo franchising. Ma a poco a poco, grazie a Giancarlo Quassia e Daniele Amoruso, ho imparato a conoscere meglio l’azienda. Un momento fondamentale è stato il Christmas Gala: è stato il mio battesimo di fuoco che non scorderò mai. Si respirava aria nuova, voglia di fare, tanti giovani, molta ambizione. Il mese dopo avvisai Giancarlo Quassia che da li a poche settimane l’ufficio sarebbe stato pronto. Devo dire grazie alla Presidenza che mi ha seguito passo dopo passo dandomi costantemente appoggio e assecondando qualsiasi richiesta. Una cosa non banale vista l’importanza dell’azienda. In quel momento mi sono accorto che facevo già parte di questa grande famiglia”.

"Il Christmas Gala è stato il mio battesimo di fuoco che non scorderò mai. Si respirava aria nuova, voglia di fare, tanti giovani, molta ambizione.".

Attualmente il tuo business è concentrato su Bologna, soprattutto con l’ufficio di San Donato. Pensi ad altre aperture?
"Lo sviluppo del franchising è la nostra priorità. Sicuramente nel 2021 sdoppieremo il nostro punto vendita andando a coprire un’altra zona di Bologna. Ma non ci fermeremo, il lavoro duro che stiamo facendo con le nostre risorse ci porteranno nei prossimi anni ad avere diversi punti vendita e diversi soci nati dai nostri uffici”.

Oltre a nuove aperture, qual è il tuo sogno nel cassetto?
“Ovviamente come tutti i ‘peter pan’ ho il mio sogno nel cassetto: sarebbe vedere le persone che mi circondano riuscire ad aprire i propri punti vendita espandendo il loro business. Non c’è cosa più bella di vedere una persona a te vicina realizzare i propri sogni e sapere che hai contribuito in parte a realizzarlo. È molto appagante”.

Raccontaci pregi e difetti del mercato bolognese e, in particolare, della zona di cui ti occupi
“San Donato è un quartiere che ha dato sempre ottimi risultati dimostrando negli anni di essere una zona solida su cui investire. È uno dei cuori pulsanti della città, una zona ricca ricca di tante attività e sempre più spesso scelta dagli studenti universitari. La fiera ha un indotto di milioni di persone che transitano in questo quartiere dall’inizio alla fine  dell’annodando un continuo impulso ad affitti brevi e B&B. La vicinanza al centro e la comodità di 2 accessi alla tangenziale e un uscita autostradale sono altri pregi importanti. Uno dei grossi difetti è invece la non buona reputazione: anni fa nelle periferia in zona Pilastro c’era un’alta densità di case popolari e attività illecite, ma fortunatamente oramai è solo storia del passato”.

Ormai hai una certa esperienza nella gestione dell'ufficio: cosa non deve assolutamente mancare per raggiungere gli obiettivi?
“La prima cosa fondamentale è la squadra: bisogna creare un team affiatato e concentrato che dia il 100% per sé stesso e per gli altri. Un altro tassello fondamentale di questo ingranaggio è l’entusiasmo con cui trasmettiamo i nostri valori a tutti i componenti dello staff”.

"La prima cosa fondamentale è la squadra: bisogna creare un team affiatato e concentrato che dia il 100% per sé stesso e per gli altri".

Facciamo un gioco: immagina di essere davanti a un potenziale nuovo affiliato: convincilo con tre motivi a entrare nella rete.
“Sicuramente non gli darò tre motivi ma molto di più: gli racconterò la mia storia facendogli apprezzare tutte le sfaccettature di questa grande famiglia perché penso che non ci sia miglior messaggio di quella di una storia reale vissuta sulla nostra pelle”.

Lasciamo per un attimo l’abito Iconacasa: chi sei fuori dall’ufficio? Quali sono le tue passioni, cosa fai nel tempo libero?
“Al di fuori del mondo iconacasa sono un semplice ragazzo di periferia sbarcato in una grande città. Tra le mie passioni ci sono i miei cani Pepito e Achille che sono ormai più figli che animali. Il mio tempo libero lo passo tra risate con gli amici e tanto divertimento. Vivo ogni giorno cercando di godermelo al massimo.”

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