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La convinzione di Francesco Grillo: “Qui puoi costruire qualcosa di tuo”

  • 14 Settembre 2026

Tre anni fa la prima intervista, era solo un Affiliato. Oggi sei entrato nel Gruppo Sviluppo: cosa significa per te?
“L’ingresso nel Gruppo Sviluppo rappresenta un salto di qualità. Ho provato innanzitutto un grandissimo senso di responsabilità. Parliamo di un tavolo nel quale si incontra l’anima dell’azienda: si parla della sua crescita, della formazione, dell’inserimento di nuove persone, della gestione e dei progetti futuri. Essere stato scelto per farne parte mi ha reso molto felice. Significa poter contribuire non soltanto ai risultati del proprio ufficio, ma alla costruzione di qualcosa di più grande. È un riconoscimento importante, ma allo stesso tempo è uno stimolo a continuare a migliorare”.

Perché, dopo tutti questi anni, hai scelto di rimanere in Iconacasa?
“Sono rimasto perché Iconacasa è un ambiente che permette realmente alle persone di crescere, e credo che il mio percorso ne sia una dimostrazione concreta. Mi riconosco nei valori dell’azienda, apprezzo la trasparenza e gli strumenti che vengono messi a disposizione. Qui una persona può creare la propria impresa, piccola, media o grande, in base alle proprie ambizioni. Nel lavoro che svolgevo in precedenza avevo uno stipendio fisso, ma avevo la sensazione che, anche dopo dieci anni, il mio miglioramento economico e professionale sarebbe stato minimo. Mi sentivo un numero all’interno di un sistema. In Iconacasa, invece, puoi costruire qualcosa di tuo, puoi offrire opportunità lavorative, aiutare altre persone e diventare un punto di riferimento. In 2-3 anni, puoi davvero diventare qualcuno”.

“Iconacasa è un ambiente che permette realmente alle persone di crescere. Mi riconosco nei valori dell’azienda, apprezzo la trasparenza e gli strumenti che vengono messi a disposizione”

Qual è stato l’errore che ti ha insegnato di più e che ti ha permesso di compiere un ulteriore salto di qualità?
“Uno degli errori più importanti è stato quello di adagiarmi sui risultati che avevo raggiunto. Essere diventato in poco tempo un punto di riferimento e aver ottenuto buoni numeri mi aveva portato, in alcuni momenti, a sentirmi arrivato. Mi sono cullato sui risultati passati e questo ha rallentato la mia crescita. Con il senno di poi, penso che avrei potuto accelerare ulteriormente il mio percorso se avessi avuto fin dall’inizio la visione che possiedo oggi. Allo stesso tempo, però, credo che gli errori facciano parte della crescita. Finché non sbagli, spesso non comprendi davvero che cosa devi cambiare”.

Qual è, dal punto di vista umano, l’aspetto più bello dell’essere parte di questa realtà?
“La concretezza e l’impegno nel mantenere le promesse. È facile raccontare alle persone che avranno delle opportunità o che potranno crescere. La differenza, però, sta nel trasformare quelle parole in fatti. Nel mio caso, tutte le promesse fatte sono state mantenute. C’è poi un forte senso di appartenenza. È un’azienda grande, ma riesce a conservare rapporti autentici tra le persone. Avere la possibilità di confrontarsi con diversi componenti del gruppo, indipendentemente dal ruolo che ricoprono, ti fa sentire parte di qualcosa”.

Tra le tante scelte affrontate, qual è stata la decisione più rischiosa?
“I realtà non ho una percezione particolarmente forte del rischio. Sono state molte le occasioni nelle quali mi sono messo in gioco e, spesso, ho scelto seguendo l’istinto. Anche la scelta di firmare per l’apertura dell’ufficio di Bologna Zanardi: non era una cosa programmata. Ero stato invitato in sede senza sapere che cosa mi sarebbe stato proposto e la notizia arrivò quasi come una sorpresa. Nonostante questo, non esitai. Sentivo che era l’occasione giusta e decisi di coglierla immediatamente. È stato uno di quei momenti nei quali l’istinto arriva prima di qualsiasi ragionamento e ti indica con chiarezza la direzione da seguire”

“Il denaro è importante, ma è solo una conseguenza. Se faccio le cose con gratitudine e amore, i risultati arrivano in maniera più naturale”

Esiste un limite che non supereresti mai, neppure per raggiungere un grande risultato?
“Non rinuncerei mai ai miei principi. Il denaro è importante, ma per me deve essere una conseguenza del lavoro e non l’unico obiettivo. Mi sono reso conto che, quando faccio le cose con gratitudine, amore e dedizione, anche i risultati economici arrivano in maniera più naturale. Voglio raggiungere uno stadio nel quale il mio lavoro sia prima di tutto qualcosa che mi faccia sentire bene, che sia coerente con i miei valori e che abbia un impatto positivo sulle altre persone. Un altro principio fondamentale è la lealtà. La lealtà è alla base della mia vita, personale e professionale. Tutto il resto, rispetto a questo, diventa secondario.

Puoi aprire un ufficio in una qualsiasi città del mondo: quale scegli?
“Mi affascina molto l’idea di aprire un ufficio in una località di montagna, possibilmente in una destinazione famosa per la neve. Penso a Cortina d’Ampezzo, Canazei, San Martino di Castrozza o, più in generale, alle Dolomiti. Da molti anni vado a sciare e la montagna è una mia grande passione. Riuscire a unire il lavoro a un luogo che amo sarebbe un progetto molto stimolante”.

Se potessi inviare oggi un messaggio al Francesco di qualche anno fa, prima di alcune delle svolte più importanti della sua carriera, che cosa gli diresti?
“Gli direi: ‘Non pensare troppo. Agisci subito e fidati maggiormente del tuo istinto’. Quando ho seguito il mio istinto, spesso le cose sono andate nella direzione giusta. In alcuni momenti, invece, il dubbio e la paura di sbagliare mi hanno rallentato. Mi piacerebbe che, tra due anni, il Francesco del futuro potesse inviare lo stesso messaggio a quello di oggi: ‘Grazie per aver avuto coraggio, per aver agito e per esserti fidato di ciò che sentivi”.