Cambiamenti, scelte coraggiose e incontri capaci di aprire nuove strade. Per Jacopo Allievi, Affiliato Iconacasa di Mariano Comense, l’arrivo in Iconacasa ha rappresentato l’occasione per rimettersi in gioco in un ambiente dove il supporto delle persone e il senso di squadra hanno avuto fin da subito un ruolo centrale. A due anni dal suo ingresso, Jacopo ha raccontato la sua crescita, il valore del team, l’importanza di un ambiente di lavoro fondato su disciplina, confronto ma anche leggerezza. E all’orizzonte c’è già l’idea di aprire un nuovo ufficio.
Partiamo dall’inizio: prima dell’incontro con Iconacasa, qual è stato il tuo percorso?
“Una volta terminati gli studi, ho iniziato a lavorare nel settore della ristorazione, soprattutto come barman. All’inizio ho fatto qualche esperienza nelle mie zone, poi a vent’anni ho deciso di partire per Londra. È stata una scelta importante, perché mi ha permesso di crescere molto, sia dal punto di vista professionale sia personale. A Londra sono rimasto cinque anni, fino al 2015. Tornato in Italia ho iniziato ad avvicinarmi al settore immobiliare”.
Come si è incrociata la tua strada con quella di Iconacasa?
“È successo in modo casuale. Seguivo sui social alcuni ragazzi che si erano avvicinati al mondo Iconacasa e mi sono incuriosito. A un certo punto mi sono detto: “Perché non ascoltare anche un’altra campana?”. Da lì è arrivato l’incontro con Riccardo (Colucci, Capo Distretto ndr) e devo dire che la sintonia è stata immediata. Ho percepito subito un ambiente diverso, un progetto solido e persone con cui potevo confrontarmi in maniera sincera. È stato quasi un colpo di fulmine: mi sono sentito subito parte di qualcosa”.
C’è stato un momento preciso in cui hai capito che Iconacasa poteva essere il posto giusto?
“Fin da subito. Inizialmente il progetto prevedeva il mio ingresso con un’altra persona che però ha fatto un passo indietro all’ultimo. Mi sono ritrovato improvvisamente solo, un po’ spaesato, ma in Iconacasa mi hanno tranquillizzato immediatamente assicurandomi supporto e vicinanza. In quel momento ho capito con che tipo di persone mi stavo confrontando. Non ero semplicemente un nuovo affiliato lasciato a sé stesso, ma una persona che veniva accompagnata, sostenuta e messa nelle condizioni di partire bene”.
“Entrare in questo settore può sembrare un salto nel vuoto, ma in una realtà come Iconacasa non si è mai soli.”
Ora sono passati quasi due anni dal tuo ingresso. Guardandoti indietro, qual è secondo te la marcia in più di Iconacasa rispetto ad altre realtà?
“Tra pochi giorni saranno esattamente due anni, quindi posso dire di aver vissuto abbastanza questa realtà per farmi un’idea concreta. La differenza principale sta nel modo in cui viene visto l’affiliato: in molte realtà viene trattato quasi come un numero, o peggio come qualcuno da spremere continuamente. Qui invece ho trovato un approccio diverso: si lavora tanto, certo, e gli obiettivi sono importanti, ma non ti senti mai visto solo come una fonte di guadagno. Ti senti parte di un progetto, di una squadra, di una realtà che vuole crescere insieme a te. Non c’è l’obbligo cieco di fare qualsiasi cosa a tutti i costi, ma c’è confronto, supporto e rispetto”.
Nel tuo ufficio hai costruito un team piuttosto numeroso. Cosa reputi importante nell’individuazione delle giuste risorse?
“La prima cosa che cerco è la voglia di imparare. Non pretendo che una persona arrivi già preparata su tutto, perché nessuno nasce agente immobiliare. Le competenze tecniche si possono acquisire con il tempo. Quello che guardo davvero è l’atteggiamento. Cerco persone volenterose, curiose, con il desiderio di mettersi in gioco e di crescere. Il nostro lavoro è fatto al 99,9% di rapporti con le persone, quindi per me è fondamentale capire se chi ho davanti ha una buona predisposizione al dialogo e all’ascolto”.
“Senza una struttura chiara, un ufficio rischia di perdere direzione. Le persone devono sapere cosa fare, come muoversi e quali obiettivi perseguire”
Qual è l’elemento che non deve mai mancare in un ufficio?
“Disciplina e regole. Senza una struttura chiara, un ufficio rischia di perdere direzione. Le persone devono sapere cosa fare, come muoversi e quali obiettivi perseguire. Allo stesso tempo, però, non deve mancare la parte più leggera e giocosa. In ufficio si passano tante ore insieme, spesso chiusi tra quattro mura e il nostro è un lavoro che può portare stress. Per questo credo sia fondamentale creare anche momenti leggeri, di allegria. Non significa prendere il lavoro alla leggera, ma rendere l’ambiente più sano e più vivibile”.
Hai di fronte un ragazzo o un giovane imprenditore: convincilo a entrare in Iconacasa
“Gli direi prima di tutto di venire a provare l’ambiente, perché certe cose, più che spiegarle, bisogna viverle. Gli farei capire che entrare in questo settore può sembrare un salto nel vuoto, soprattutto all’inizio, ma che in una realtà come Iconacasa non si è mai soli. C’è sempre qualcuno pronto ad aiutarti, anche nelle cose che possono sembrare più banali. Avere un punto di riferimento, qualcuno che ti supporta, che ti ascolta e che ti accompagna nei primi passi, fa una grande differenza”.
Togliti per un attimo la giacca: chi è Jacopo fuori dall’ufficio?
“Sono una persona normalissima. Ho un bambino di quasi tre anni, quindi gran parte del mio tempo libero oggi gira intorno alla famiglia. Mi sono sempre piaciuti il calcio (soprattutto l’Inter) la musica, gli amici e le serate in compagnia. Sono sempre stato uno a cui piace divertirsi, stare con le persone e condividere momenti semplici”.