Da consulente ad affiliato, fino a diventare pluriaffiliato e, più recentemente, componente del gruppo sviluppo. Il percorso di Gianfranco Caggianelli è quello di un professionista che negli anni ha trasformato la propria crescita in un progetto capace di coinvolgere collaboratori, soci e nuove realtà sul territorio. Parallelamente, ha sviluppato una crescente specializzazione nel settore dei cantieri e delle nuove costruzioni, affrontando il mercato immobiliare da una prospettiva sempre più imprenditoriale.
Oggi fai parte anche del gruppo sviluppo: che effetto ti fa guardare indietro e vedere tutta la strada percorsa?
“Sono molto soddisfatto della strada percorsa, sia per la mia crescita professionale sia per il gruppo che sono riuscito a costruire negli anni. Spesso siamo talmente presi dalle attività quotidiane, dagli obiettivi e dalle responsabilità da non renderci conto fino in fondo dei passi avanti che facciamo. Guardarsi indietro ogni tanto permette invece di prendere consapevolezza del percorso compiuto, dei miglioramenti raggiunti e di quanto si sia cresciuti rispetto al punto di partenza”.
Qual è stato il momento in cui hai detto: “È il momento di fare il salto di qualità”?
“Credo che uno dei passaggi decisivi sia stato non accontentarmi di un singolo ufficio. Ho sempre avuto l’ambizione di crescere e, soprattutto, la volontà di contribuire alla crescita dei miei collaboratori. Il vero salto di qualità è arrivato quando mi sono reso conto che alcune delle persone che lavoravano con me avevano raggiunto un livello di autonomia tale da poter camminare con le proprie gambe. La crescita, per me, ha iniziato così a significare non soltanto sviluppare la mia attività, ma creare opportunità anche per le persone che avevano condiviso con me il percorso”.
Oggi senti la responsabilità di diventare tu un punto di riferimento per altri ragazzi?
“Non vivo tanto la responsabilità di dover essere necessariamente un punto di riferimento per gli altri. Sento prima di tutto una responsabilità verso me stesso e verso quel ragazzo che nove anni fa ha deciso di intraprendere questo percorso e che, giorno dopo giorno, ha cercato continuamente di alzare l’asticella. Credo che la cosa più importante sia continuare a crescere, migliorarsi e restare coerenti con gli obiettivi che ci si è posti. Diventare un riferimento per gli altri diventi una naturale conseguenza”.
“Sento prima di tutto una responsabilità verso me stesso e verso quel ragazzo che nove anni fa ha deciso di intraprendere questo percorso e che, giorno dopo giorno, ha cercato continuamente di alzare l’asticella”
Che cosa significa per te far parte del Gruppo Sviluppo?
“È un ruolo che sento molto vicino al percorso che ho fatto fino a oggi, perché nasce dall’esperienza maturata direttamente sul campo. Penso di poter portare soprattutto il mio modo di organizzare il lavoro e la mia esperienza nella gestione delle persone. Negli anni ho compreso quanto sia importante creare un’organizzazione capace non soltanto di produrre risultati, ma anche di mettere le persone nelle condizioni di crescere, assumersi responsabilità e diventare progressivamente autonome”.
Quando incontri oggi un giovane all’inizio del suo percorso professionale, qual è la prima cosa che cerchi di trasmettergli?
“Cerco innanzitutto di trasmettere serenità, ma allo stesso tempo anche fame professionale. Credo che servano entrambe le cose: bisogna avere ambizione e voglia di crescere, ma anche la consapevolezza che i risultati non arrivano necessariamente da un giorno all’altro. Il nostro è un lavoro che paga nel lungo periodo”.
Hai detto di voler far crescere i tuoi collaboratori per far contribuire a loro volta alla crescita della rete. Tutto questo è diventato realtà?
“Direi che siamo riusciti ad andare anche oltre quelle che erano le aspettative iniziali. Oggi abbiamo esempi concreti: Donato e Paolo nelle due realtà di Bitonto, Francesca a San Girolamo e Francesco a Torino. Allo stesso tempo, considero quanto fatto soltanto una parte del percorso: sono convinto che ci saranno ancora altre occasioni per continuare a crescere e sviluppare nuove opportunità”.
“Quello dei cantieri è un percorso diverso rispetto all’attività immobiliare tradizionale: bisogna riuscire a diventare un vero partner dell’impresa, contribuendo alla costruzione del progetto fin dalle sue fasi iniziali”
Negli ultimi anni il tuo percorso si è orientato anche verso il mondo dei cantieri e delle nuove costruzioni
“L’interesse verso il mondo dei cantieri nasce soprattutto dalla curiosità e dal fascino di vedere qualcosa trasformarsi completamente. Partire da una vecchia palazzina o da un terreno abbandonato e assistere alla nascita di qualcosa di nuovo è un processo che trovo estremamente stimolante. C’è la possibilità di seguire un progetto nelle sue diverse fasi fino ad accompagnare l’acquirente nel momento in cui entra per la prima volta nella sua nuova casa. È un percorso diverso rispetto all’attività immobiliare tradizionale: richiede più impegno ed è spesso più faticoso, ma proprio per questo riesce a regalare grandi soddisfazioni”.
Cosa deve fare oggi un professionista per essere considerato un partner e non semplicemente un intermediario?
“Credo che non possa limitarsi semplicemente alla vendita degli immobili. Bisogna riuscire a diventare un vero partner dell’impresa, contribuendo alla costruzione del progetto fin dalle sue fasi iniziali. Significa essere in grado di proporre un modello di business, effettuare un’analisi dei costi e studiare il mercato per stimare correttamente i possibili ricavi. Il valore aggiunto sta proprio nella capacità di avere una visione complessiva dell’operazione”.
Se oggi mollassi tutto, cosa ti mancherebbe di più?
“Sicuramente mi mancherebbero le relazioni costruite in questi anni. Penso ai rapporti con i clienti, con i soci e con i collaboratori: persone con cui, nel tempo, non si condivide soltanto il lavoro, ma anche esperienze, obiettivi e percorsi di crescita. Sono relazioni che cerco di coltivare e rafforzare ogni giorno e che, probabilmente, rappresentano uno degli aspetti più importanti di tutto ciò che ho costruito”.