L’Ecobonus potrebbe cambiare nuovamente forma. L’ipotesi allo studio prevede il ritorno a un sistema di detrazioni differenziate in base al tipo di intervento e al risparmio energetico ottenuto, superando l’attuale meccanismo che applica aliquote sostanzialmente uniformi alle diverse categorie di lavori.
Il modello preso come riferimento è quello utilizzato fino al 2024, quando gli interventi più efficaci potevano beneficiare di una detrazione del 65% o, in alcuni casi condominiali, di percentuali ancora superiori. Nel nuovo sistema potrebbero trovare spazio anche i pannelli solari, con l’obiettivo di favorire maggiormente gli interventi capaci di ridurre consumi e dipendenza energetica.
Come funzionerà l’Ecobonus nel 2026
Attualmente il sistema è molto più semplice. Per le spese sostenute nel 2026, l’Ecobonus riconosce una detrazione del 36%, che sale al 50% quando i lavori riguardano l’abitazione principale e sono sostenuti dal proprietario o dal titolare di un diritto reale sull’immobile.
La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali. Sono escluse le spese per la sostituzione degli impianti di riscaldamento con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Con le regole attuali, quindi, interventi molto differenti per efficacia energetica possono beneficiare della stessa percentuale di detrazione. È proprio questo meccanismo che la possibile riforma vorrebbe modificare.
La nuova impostazione dovrebbe seguire una logica progressiva: più importante è il miglioramento energetico prodotto dai lavori, maggiore può essere l’incentivo. Tra gli interventi che potrebbero rientrare nelle aliquote più favorevoli figurano:
- coibentazione di pareti e coperture;
- cappotto termico;
- pompe di calore;
- sistemi efficienti di climatizzazione;
- schermature solari;
- sostituzione degli infissi, se inserita nel nuovo perimetro;
- impianti solari.
Pannelli solari tra le principali novità
Uno degli elementi più interessanti riguarda proprio la produzione di energia solare. Il vecchio Ecobonus già comprendeva, tra gli interventi agevolabili al 65%, i collettori solari destinati alla produzione di acqua calda. Gli impianti fotovoltaici per la produzione di elettricità hanno invece seguito principalmente il percorso del bonus ristrutturazioni.
La nuova impostazione potrebbe ampliare il perimetro, includendo più direttamente anche i pannelli solari destinati alla produzione di energia elettrica tra gli interventi premiati per l’efficientamento energetico. La direzione è coerente anche con la normativa europea sulla prestazione energetica degli edifici, che punta a una progressiva integrazione delle tecnologie solari nel patrimonio immobiliare.
Aliquote più alte per i condomìni?
Il precedente Ecobonus prevedeva percentuali crescenti per gli interventi più importanti effettuati sulle parti comuni degli edifici. Il cappotto termico condominiale poteva, per esempio, raggiungere il 70%, mentre gli interventi capaci di migliorare contemporaneamente le prestazioni energetiche estive e invernali potevano arrivare al 75%.
Le percentuali diventavano ancora più elevate quando efficientamento energetico e miglioramento antisismico venivano realizzati insieme, arrivando in determinate condizioni fino all’85%. Non è ancora stabilito se la nuova disciplina riprodurrà esattamente queste aliquote. L’orientamento è però quello di differenziare nuovamente il beneficio in funzione dei risultati ottenuti.
Obiettivo: premiare le ristrutturazioni più efficaci
Il principio alla base della riforma è evitare incentivi identici per interventi con effetti molto diversi. La normativa europea sull’efficienza degli edifici spinge infatti verso ristrutturazioni capaci di produrre riduzioni significative dei consumi, con un’attenzione particolare agli edifici dalle prestazioni peggiori. La direttiva europea prevede anche forme di maggiore sostegno finanziario per le ristrutturazioni profonde e per programmi capaci di ottenere riduzioni consistenti dell’energia primaria.
Questo potrebbe tradursi in un Ecobonus più selettivo: percentuali maggiori per cappotti, pompe di calore, impianti solari e lavori integrati, mentre gli interventi con un impatto energetico più limitato potrebbero ricevere agevolazioni inferiori.
Un altro elemento che potrebbe tornare è la presenza di limiti di detrazione differenti a seconda del lavoro effettuato. Il vecchio Ecobonus non applicava infatti un unico massimale a tutti gli interventi: coibentazione, impianti, infissi e solare termico avevano soglie specifiche. Un sistema di questo tipo permetterebbe di calibrare maggiormente l’incentivo sul costo e sull’efficacia delle diverse opere.