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BCE, tassi fermi al 2,50%: cosa cambia per chi vuole comprare casa

  • 2 Novembre 2026

Dopo i due rialzi di giugno e settembre, la Banca Centrale Europea si ferma. Nella riunione del 29 ottobre il Consiglio direttivo ha lasciato invariati i tassi di riferimento: il tasso sui depositi resta al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sul rifinanziamento marginale al 2,90%.

Una pausa, però, non un cambio di rotta. Con l’inflazione dell’Eurozona salita al 3,8% a settembre (dal 3,2% di agosto) e i prezzi dell’energia ancora in tensione, Francoforte ha fatto capire che nuovi rialzi restano possibili. Per famiglie e futuri acquirenti, la partita dei mutui resta quindi aperta.

Perché la BCE ha scelto la pausa

Christine Lagarde ha spiegato che il Consiglio ha discusso l’ipotesi di un nuovo aumento, ma alla fine ha prevalso, all’unanimità, un approccio prudente. A sostegno della decisione ci sono due elementi. Il primo è l’inflazione di fondo, cioè al netto delle componenti più volatili, rimasta sostanzialmente stabile: i salari, finora, non hanno reagito in modo significativo allo shock energetico.

Il secondo riguarda il credito. Dall’ultima riunione le condizioni di finanziamento si sono già inasprite e un credito più caro produce sull’economia un effetto in parte simile a quello di un rialzo dei tassi ufficiali, anche senza un nuovo intervento della BCE.

La linea resta quella delle decisioni prese riunione per riunione, sulla base dei dati. La prossima tappa è fissata per il 17 dicembre, quando arriveranno anche le nuove proiezioni macroeconomiche.

Mutuo variabile: le rate sono già salite

Il tasso di un mutuo variabile è dato dall’Euribor più lo spread applicato dalla banca. Poiché l’Euribor anticipa le mosse attese della BCE, una pausa già prevista dai mercati non dovrebbe provocare scossoni immediati sulle rate. Alla vigilia della decisione, secondo le rilevazioni di Facile.it, l’Euribor a 3 mesi era intorno al 2,62% e quello a 12 mesi al 3,29%.

Il fatto che le scadenze lunghe siano più alte di quelle brevi indica che il mercato considera ancora possibile un’ulteriore stretta. E le rate se ne sono già accorte: per un mutuo variabile standard da 126 mila euro in 25 anni, la rata è passata dai 578 euro di gennaio a circa 631 euro stimati dopo il rialzo di settembre, oltre 50 euro al mese in più.

Tasso fisso, la scelta di quasi tutti

Per i mutui a tasso fisso il riferimento è l’Eurirs, legato alle attese di lungo periodo, che a fine ottobre risultava in lieve calo: 3,49% sulla scadenza a 10 anni e 3,50% su quella a 20. Le offerte più competitive per la prima casa partono da un TAN intorno al 2,8-3%, a seconda di importo, durata e profilo del richiedente.

Gli italiani, del resto, hanno le idee chiare: secondo l’Osservatorio Facile.it–Mutui.it, nei primi nove mesi del 2026 il tasso fisso è stato scelto nel 95% delle richieste e oltre la metà delle domande ha riguardato durate superiori ai 25 anni. Banca d’Italia segnala intanto che ad agosto il TAEG medio sui nuovi mutui per la casa è salito al 3,99%, dal 3,81% di luglio.

Lagarde lascia: cosa significa per i mutui

La riunione di ottobre è coincisa con un annuncio inatteso: Christine Lagarde lascerà la presidenza della BCE dal 7 febbraio 2027, alcuni mesi prima della scadenza naturale del mandato, prevista per ottobre 2027. Il successore sarà nominato dal Consiglio europeo.

Per chi ha un mutuo il cambio al vertice non modifica nulla nell’immediato, perché le decisioni sui tassi spettano al Consiglio direttivo. I mercati, però, osserveranno con attenzione il profilo del nuovo presidente, che potrebbe influenzare le aspettative sull’Euribor nel corso del 2027.

Come muoversi se si deve comprare casa

Chi sta valutando un acquisto non deve necessariamente rimandare, ma è il momento di pianificare con cura. Il tasso fisso offre una rata certa e permette di costruire il bilancio familiare senza sorprese; il variabile può tornare conveniente se l’Euribor scendesse, ma espone a oscillazioni in una fase ancora incerta.

In ogni caso conviene confrontare il TAEG e non solo il TAN, considerare spese di istruttoria e perizia e verificare l’accesso ad agevolazioni come la garanzia Consap per la prima casa. Farsi affiancare da un professionista lungo tutto il percorso, dalla scelta dell’immobile alla consulenza sul mutuo, aiuta a trasformare l’incertezza dei tassi in una decisione consapevole.