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Traù, la piccola Venezia della Dalmazia: tra fili d’oro e aromi di caffè

  • 12 Agosto 2026

A soli 25 chilometri dalla vivace Spalato, Traù (Trogir) affiora dall’Adriatico come un prezioso frammento di pietra bianca. Soprannominata la “Piccola Venezia della Dalmazia”, si estende su un minuscolo isolotto collegato alla terraferma e all’isola di Bua (Čiovo) da sottili ponti che, al tramonto, brillano come fili d’oro sospesi sull’acqua.

Il legame con la Serenissima non è solo suggestione: tra il 1420 e il 1797 Venezia ha modellato l’identità della città, lasciando in eredità i Leoni di San Marco a custodire le porte, eleganti logge e balconi fioriti affacciati su vicoli levigati dal tempo.

Soprannominata la “Piccola Venezia della Dalmazia. tra il 1420 e il 1797 Venezia ha modellato l’identità della città, lasciando in eredità i Leoni di San Marco a custodire le porte

Fondata dai Greci nel III secolo a.C. con il nome di Tragurion (“isola delle capre”) e riconosciuta Patrimonio UNESCO nel 1997, Traù è oggi un raffinato intreccio di epoche, dove convivono l’ordine romano, il fascino gotico-veneziano, l’armonia rinascimentale e piccole meraviglie, come il rilievo di Kairos, dio greco del “momento opportuno”, nel silenzio raccolto del convento di San Nicola. Con il suo ciuffo ribelle e le ali ai piedi, sembra suggerire che la bellezza di Traù va colta nell’attimo, lasciandosi guidare tra i profumi delle pasticcerie e le sonorità di un dialetto che conserva ancora dolci inflessioni venete.

Diaro di Bordo

Dal porto di Spalato, una lenta traversata in battello svela una costa frastagliata fino a delineare la possente Fortezza di Camerlengo, antico baluardo che domina l’estremità dell’isola. Sbarcando sulla Riva, il lungomare punteggiato di palme, si entra in un’atmosfera sospesa, tra aromi di caffè e reti di pescatori stese al sole.

Nel cuore del centro storico, i vicoli si stringono e la luce si fa radente, fino ad aprirsi nella piazza principale. Qui si erge la cattedrale di San Lorenzo, il cui portale — scolpito nel 1240 dal maestro Radovan — è tra i massimi esempi di scultura romanico-gotica in Europa. Figure bibliche, animali esotici e scene quotidiane sembrano prendere vita dalla pietra.

Nel silenzio raccolto del convento di San Nicola si cela una piccola meraviglia: il rilievo di Kairos, dio greco del “momento opportuno”. Con il suo ciuffo ribelle e le ali ai piedi, sembra suggerire che la bellezza di Traù va colta nell’attimo.

Scendendo fino al mercato locale l’aria si riempie di profumo di miele al rosmarino, fichi secchi e olio d’oliva. Tra le specialità spiccano i rafioli, biscotti a mezzaluna ripieni di mandorle, agrumi e un tocco di liquore alla marasca,

Nel pomeriggio Pantan Beach ci regala un rifugio inatteso a pochi minuti dal centro. Con la sua sabbia chiara e i fondali bassi è l’ideale per un bagno rigenerante tra i profumi della macchia mediterranea.

Al calare del sole, mentre la luce sfuma dietro la Fortezza, Traù cambia volto. Sotto le arcate della Loggia, l’acustica perfetta accoglie i tipici canti Klapa: armonie a cappella che raccontano il mare, l’amore e una dolce nostalgia senza tempo.

Valeria De Simone