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Tassi dei mutui: nuovi rialzi possono frenare le compravendite

  • 9 Settembre 2026

Il mercato immobiliare italiano potrebbe risentire nei primi mesi del 2027 di un eventuale nuovo aumento dei tassi di interesse. A indicarlo è un’analisi di Nomisma, secondo cui tra una stretta sul costo del denaro e i suoi effetti sul numero delle compravendite tende a trascorrere un periodo di circa sei mesi.

L’attenzione è quindi concentrata sulle prossime decisioni della Banca Centrale Europea. Il Consiglio direttivo comunicherà le proprie decisioni di politica monetaria il 10 settembre. Al momento il tasso sui depositi è al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e il tasso sui prestiti marginali al 2,65%. La BCE ha comunque ribadito di non aver stabilito in anticipo il percorso futuro dei tassi.

Il mercato resta legato al costo dei mutui

L’analisi di Nomisma parte da quanto accaduto negli ultimi anni. Tra il 2022 e il 2025, l’aumento dell’inflazione e la conseguente stretta monetaria della BCE hanno fatto crescere rapidamente il costo dei finanziamenti.

L’impatto sul mercato della casa è stato evidente: mutui più costosi hanno ridotto la capacità di spesa delle famiglie e contribuito alla diminuzione delle compravendite. Con il successivo rallentamento dell’inflazione e la stabilizzazione dei tassi, invece, il mercato ha progressivamente recuperato terreno.

Un eventuale aumento dei tassi a settembre non dovrebbe però tradursi automaticamente in una diminuzione delle compravendite già negli ultimi mesi del 2026. L’analisi storica condotta da Nomisma evidenzia infatti una correlazione negativa tra tassi di interesse e transazioni immobiliari, ma con uno sfasamento temporale di circa due trimestri.

In altre parole, quando il costo del credito aumenta, servono generalmente alcuni mesi prima che il cambiamento si rifletta pienamente sulle decisioni di acquisto delle famiglie. Per questo motivo, secondo lo scenario delineato, il mercato potrebbe mantenere una certa tenuta fino alla fine del 2026, mentre un eventuale rallentamento diventerebbe più visibile all’inizio del 2027.

Mutui più cari riducono il budget delle famiglie

Il meccanismo è relativamente semplice. Quando salgono i tassi applicati ai nuovi mutui, a parità di capitale finanziato e durata aumenta la rata mensile. Per mantenere la stessa rata, una famiglia può quindi essere costretta a chiedere un finanziamento più basso e, di conseguenza, a ridurre il budget destinato all’acquisto dell’abitazione.

Una parte della domanda può inoltre decidere di rinviare l’acquisto nell’attesa di condizioni finanziarie migliori. È proprio questo progressivo indebolimento della capacità di spesa a poter ridurre nel tempo il numero delle transazioni. L’effetto non è però uniforme: chi acquista senza ricorrere a un finanziamento è molto meno esposto alle variazioni dei tassi rispetto a chi necessita di un mutuo per una parte consistente del prezzo della casa.