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Costruzioni: nel 2025 bene il settore residenziale, frena quello commerciale

  • 14 Aprile 2026

Il 2025 si chiude per il settore delle costruzioni con un andamento tutt’altro che uniforme. I dati Istat restituiscono un quadro articolato, in cui il comparto residenziale mostra segnali di recupero proprio sul finale dell’anno, mentre quello non residenziale evidenzia un rallentamento deciso. Ne emerge l’immagine di un settore ancora in fase di riequilibrio, dopo una stagione caratterizzata da forti oscillazioni e cambi di ritmo.

Nel quarto trimestre, l’edilizia abitativa torna a crescere con una certa solidità. Le autorizzazioni per nuove abitazioni aumentano del 4,5% rispetto ai tre mesi precedenti, accompagnate da un incremento del 2,8% della superficie utile. In termini concreti, si stimano oltre 14.300 nuove unità abitative e più di 1,24 milioni di metri quadrati realizzati. Un risultato che consolida la ripresa già intravista nella parte centrale dell’anno, dopo la battuta d’arresto dei primi mesi.

Segnali di fiducia nel mercato residenziale

Il confronto con lo stesso periodo del 2024 rafforza ulteriormente questa tendenza: le abitazioni autorizzate crescono dell’8,7% e la superficie del 10%. Si tratta di un segnale che lascia intravedere un rinnovato slancio del mercato residenziale, probabilmente sostenuto da condizioni di domanda più favorevoli e da una progressiva stabilizzazione del contesto economico.

Di segno opposto, invece, l’andamento del comparto non residenziale. Negli ultimi tre mesi del 2025 si registra una contrazione significativa, con una flessione del 12,4% rispetto al trimestre precedente. La superficie autorizzata si attesta poco sopra i 2,5 milioni di metri quadrati, segnando un arretramento netto dopo la crescita osservata nei trimestri intermedi.

Il rallentamento del non residenziale

Se si guarda al dato su base annua, tuttavia, il calo appare molto più contenuto, limitandosi a un -0,4%. Questo suggerisce che la frenata di fine anno rappresenta più un’interruzione di un ciclo espansivo che un vero e proprio cambio di fase strutturale.

L’analisi dell’intero anno evidenzia quindi un settore “a due velocità”. Il residenziale, dopo un avvio incerto, ha progressivamente recuperato terreno, chiudendo con un’accelerazione significativa. Il non residenziale, al contrario, ha seguito un percorso più irregolare: a una fase iniziale debole è seguito un rimbalzo, prima di una nuova flessione nell’ultimo trimestre.

Un settore a due velocità

Questa divergenza riflette la diversa natura degli investimenti: quelli legati alle attività produttive e commerciali risultano più esposti alle oscillazioni macroeconomiche, mentre il comparto abitativo sembra beneficiare di una domanda più stabile, anche se non priva di criticità.

Nonostante il recupero registrato nella seconda metà dell’anno, il bilancio complessivo del 2025 per l’edilizia residenziale resta leggermente negativo. Le abitazioni autorizzate sono state poco più di 53.000, con una diminuzione del 4% rispetto al 2024. In controtendenza, però, la superficie utile abitabile cresce dello 0,5%, indicando una tendenza verso unità abitative mediamente più ampie.

Bilancio finale e prospettive

Per il non residenziale, il dato annuale segnala una sostanziale stabilità, con una lieve flessione dello 0,4%. Un risultato che, pur interrompendo un ciclo espansivo durato quattro anni, non configura ancora una vera inversione strutturale, ma piuttosto una fase di assestamento.