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Tarik Taouati: “Pronto per una nuova fase. Qui vedo autenticità e trasparenza”

  • 12 Maggio 2026

Chi eri prima di entrare nel mondo immobiliare?
“Dopo il diploma c’erano pochissime opportunità lavorative, così sono andato in Germania. È stata un periodo duro, ma molto formativo: facevo lavori pesanti, con turni lunghi e sottopagati e la sera continuavo a studiare. Possiamo dire che lì sono diventato uomo. Il mondo immobiliare? Mi è piaciuto subito. Mi ha sempre affascinato la figura dell’imprenditore che si muove, che viaggia, che si realizza. Ho capito subito che questo lavoro poteva darmi quella possibilità e da lì è iniziata la mia carriera”.

Perché sei entrato in Iconacasa?
“La scelta è nata da una mancanza di valori nell’azienda precedete. Non mi riconoscevo più in alcune dinamiche e c’era una distanza tra ciò che veniva detto e ciò che veniva fatto. Io, invece, sono una persona che ha bisogno di coerenza. In Iconacasa ho visto una realtà piena di opportunità, con tanto margine di crescita. Non era tanto il metodo a essere diverso, ma le persone e il modo in cui vivevano l’azienda”.

Cosa ti ha colpito di più entrando in questa realtà?
“La leggerezza e la trasparenza. Nessuno ti impone qualcosa solo per fare business: l’obiettivo è sviluppare la rete facendo stare bene le persone. Ma soprattutto la trasparenza. Prima ancora di entrare, l’azienda si è ‘messa a nudo’ con pregi e difetti. È una cosa rara, perché di solito le aziende mostrano solo il lato positivo. Qui invece ho visto autenticità”.

Prima ancora di entrare, l’azienda si è ‘messa a nudo’ con pregi e difetti. È una cosa rara. Qui invece ho visto autenticità

C’è una scelta di cui vai particolarmente fiero nel tuo percorso?
“Essermi trasferito sulla riviera. È stata una scelta coraggiosa, perché non conoscevo il mercato e nessuno mi ha aiutato all’inizio. Ho preso tante ‘porte in faccia’, ma non ho mollato. Oggi sono ancora lì, e piano piano ho imparato a gestire quel contesto. Questo mi rende orgoglioso”.

Sei appena entrato nel Gruppo Sviluppo, cosa significa per te?
“Ho provato grande soddisfazione perché lo desideravo. Credo che nella vita ci siano fasi: la mia fase da agente immobiliare credo sia finita, o meglio sta evolvendo. Voglio crescere, avere una visione più ampia. Mi piace l’idea di muovermi tra più punti vendita, partecipare a riunioni, gestire persone. Il mio obiettivo è contribuire alla crescita dell’azienda, in Italia e all’estero”.

Se potessi aprire ovunque, dove andresti?
“Mi piacerebbe molto l’estero. Madrid è una città a cui sono legato, anche per motivi personali: ci ho passato molto tempo da piccolo e la sento un po’ mia. Mi affascina anche il Marocco, perché è un paese in forte crescita, stabile e con grandi opportunità nel settore immobiliare”.

“Il rispetto è la base di tutto: dal rispetto nascono la lealtà, il confronto e la possibilità di dirsi le cose, anche se scomode”

Cosa non deve mai mancare in un ufficio per funzionare bene?
“Il rispetto. È la base di tutto: tra titolare e collaboratori, ma anche tra colleghi. Dal rispetto nascono la lealtà, il confronto e la possibilità di dirsi le cose, anche quando sono scomode. Ma sempre nel modo giusto. Solo così si costruisce qualcosa di solido”.

Che consiglio daresti a un giovane alla ricerca della sua strada?
“Consiglierei di non perdere tempo a cercare di cambiare chi non vuole cambiare. Meglio concentrarsi su ambienti che ti permettono di crescere. Serve confronto, supporto e una realtà che ti accompagni davvero nello sviluppo, a 360 gradi. Per questo consiglierei Iconacasa: è un’azienda giovane, con obiettivi ambiziosi, dove puoi crescere anche sbagliando”.

Chi sei fuori dal lavoro?
“Mi piace molto viaggiare. Credo sia uno dei migliori investimenti che si possa fare: ti apre la mente, ti aiuta a comprendere culture diverse e a superare i pregiudizi. Amo il calcio e tifo Inter. Ho una passione per i profumi di nicchia: ne ho una collezione, perché per me il profumo è un modo di esprimersi: cambia in base all’umore, al contesto, al momento. Raccontano qualcosa di noi”.