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Alla conquista di Torino: “Iconacasa mi ha permesso di fare impresa”

  • 13 Marzo 2026

Iniziamo dal tuo background. Chi eri prima di entrare nel mondo immobiliare?
“Ero un calciatore, giocavo nelle giovanili del Bari e ho indossato anche la fascia di capitano. Il calcio è stato una scuola enorme: disciplina, responsabilità e soprattutto la capacità di gestire un gruppo, nei momenti belli ma anche in quelli difficili. È stato a lungo l’unico obiettivo della mia vita!”

Quando è scoccato il colpo di fulmine con Iconacasa?
“È successo quasi per caso. Dopo aver smesso di giocare due miei amici di comitiva mi hanno parlato molto bene dell’agenzia immobiliare in cui lavoravano: mi parlarono di un clima sereno e collaborativo dove c’era voglia di crescere. È nato tutto quasi per gioco, ma proprio quell’ambiente ha acceso in me ambizioni e prospettive che oggi continuo a inseguire”

Qual è la cosa più bella di stare in Iconacasa?
“Sentirsi accolti. È un ambiente in cui i colleghi diventano amici e puoi essere davvero te stesso. L’azienda crede nei giovani, dà spazio per crescere e, cosa non scontata, ascolta le tue opinioni. Qui non conta solo il ruolo o l’anzianità: anche chi è all’inizio del percorso ha voce in capitolo. Se  rispetti i valori dell’azienda, Iconacasa ti permette di fare impresa”.

“Qui non conta solo il ruolo o l’anzianità: anche chi è all’inizio del percorso ha voce in capitolo. Se  rispetti i valori dell’azienda, Iconacasa ti permette di fare impresa”

Parliamo del tuo futuro, perché c’è una grande novità in arrivo.
“È nato tutto durante l’estate del 2025. I risultati ottenuti erano molto buoni, ma l’ufficio di Bitonto iniziava a starmi stretto: volevo una sfida, qualcosa che non fosse facile, ma che mi permettesse di crescere ancora. C’erano diverse piazze da valutare, ma io avevo un obiettivo chiaro: andare al Nord, magari in una terra ancora inesplorata per il franchising. Volevo anche sfatare il mito che noi “terroni” al Nord facciamo fatica: sono convinto che se una persona sa fare bene il proprio lavoro, può farlo ovunque”.

Come ti sta supportando il franchising?
“In primis l’azienda mi ha aiutato nella ricerca della casa, nell’organizzazione, negli spostamenti e soprattutto nello studio del mercato. Il progetto è ancora in evoluzione, ma so di non essere solo: Iconacasa ha un grande punto di forza nel gestionale: è uno strumento completo, che ti supporta in ogni fase. Anche quando non sai dove mettere mano, spesso trovi già tutto lì!”

Qual è la scelta di cui vai più fiero?
“Aprire a Bitonto. Essendo di Bari, per molti sembrava una scelta strana. In realtà Bitonto è stata una grande palestra che mi ha fatto crescere tanto: è una piazza complessa che mi ha messo alla prova, mi ha dato sicurezza e coraggio, e oggi mi sento pronto ad affrontare qualsiasi sfida”

“Il progetto è ancora in evoluzione, ma so di non essere solo: Iconacasa è sempre accanto a me e ha un grande punto di forza nel gestionale”

Proprio a Bitonto hai avviato il tuo primo progetto. Cosa non deve mancare all’interno di un ufficio per funzionare al 100%?
“Un ufficio che funziona deve essere prima di tutto organizzato, ma non solo. Deve avere un clima positivo e persone sorridenti, anche quando le cose non vanno come vorresti. Il buon umore incide tantissimo sulla qualità del lavoro e sull’energia che si respira ogni giorno. Quando l’ambiente è sano, tutto il resto viene di conseguenza”

Chi è Francesco Carella fuori da un ufficio?
“Odio stare a casa, anche quando sono stanco. Amo camminare, soprattutto sul mare, ed è sicuramente una delle cose che mi mancherà di più. A Torino mi adatterò: niente mare, ci sarà il fiume. Amo stare con gli amici, conoscere persone nuove, ascoltare storie, obiettivi e punti di vista diversi. Mi ispiro molto a chi ha sogni e ambizioni, di qualsiasi tipo”.