Con l’approvazione del nuovo Decreto-legge sulle bollette, il Governo interviene per attenuare nel breve periodo l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese. Il provvedimento, varato dal Consiglio dei Ministri, combina misure di sostegno immediato con interventi di natura regolatoria destinati a incidere sui meccanismi di formazione del prezzo dell’energia.
Rispetto alle prime bozze circolate nelle settimane scorse, il testo definitivo si presenta più articolato: accanto agli strumenti di contenimento dei costi in bolletta, è stato inserito un capitolo di tutela sociale più ampio e sono previste misure che agiscono direttamente sul funzionamento del mercato energetico.
Bonus rafforzato: fino a 315 euro complessivi
Il cuore del decreto è il potenziamento del bonus sociale elettrico per le cosiddette “famiglie vulnerabili”. Il nuovo intervento prevede un contributo una tantum di 115 euro, superiore ai 90 euro inizialmente ipotizzati nelle bozze preliminari. Questo importo si aggiunge ai 200 euro già previsti, portando il sostegno complessivo fino a 315 euro.
Lo sconto sarà riconosciuto in automatico in bolletta ai nuclei già beneficiari del bonus sociale, in base alle soglie ISEE attualmente in vigore: fino a 9.796 euro e fino a 20.000 euro per famiglie con almeno quattro figli.

Sconti volontari per ISEE fino a 25.000 euro
Il decreto introduce anche una misura rivolta a una fascia oggi non coperta dai bonus ordinari. Non si tratta di un contributo generalizzato, ma della possibilità per i venditori di energia di riconoscere, su base volontaria e con meccanismi di trasparenza, un contributo ai clienti domestici residenti con ISEE inferiore a 25.000 euro negli anni 2026 e 2027.
Il valore dello sconto sarebbe parametrato al prezzo della componente energia applicato a consumi “standard” del primo bimestre (o del primo bimestre di fornitura, se l’utenza viene attivata successivamente). Sono previsti paletti sui consumi, sia bimestrali sia annuali, per evitare effetti regressivi o distorsioni.
Oneri di sistema e incentivi alle rinnovabii
Il provvedimento interviene anche sul fronte dei costi di generazione elettrica da gas. Una quota di oneri – tra cui il trasporto del metano e la componente ETS (Emission Trading System) – verrebbe spostata dai produttori alle bollette finali. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il costo del gas per le centrali, ridurre il prezzo all’ingrosso dell’energia e migliorare la competitività.
Parallelamente, il decreto interviene sugli oneri generali di sistema, voce che incide in maniera significativa sulle bollette. Tra le ipotesi operative figurano meccanismi opzionali di rimodulazione degli incentivi alle fonti rinnovabili – ad esempio riduzioni temporanee in cambio di estensioni del periodo di sostegno – oltre ad altre leve regolatorie che hanno già aperto un confronto con imprese e associazioni di categoria.