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Veneto, una storia d’amore al di là del ponte di Rialto e del balcone di Giulietta

  • 12 Gennaio 2026

Oltre Venezia e Verona si cela un Veneto che non vive di clamore, ma di sfumature: il fruscio dei boschi dei Colli Euganei, il profumo delle vigne al tramonto, il rumore antico dei mulini. Un territorio modellato nei secoli da monaci e scalpellini, da vignaioli e mercanti, che hanno lasciato impronte leggere ma indelebili. Scopriamole insieme!

1. Isola di San Giorgio Maggiore: l’altra Venezia

Pochi minuti di vaporetto separano Venezia dall’isola di San Giorgio Maggiore, un microcosmo armonioso, fatto di arte e silenzio, nonché punto privilegiato da cui ammirare la Serenissima nella sua interezza.

La basilica di San Giorgio, con la facciata in candido marmo, è uno dei capolavori più iconici di Andrea Palladio. Al suo interno custodisce splendide tele del Tintoretto, tra cui L’Ultima Cena e La Caduta della Manna. Il campanile, spesso ignorato dai visitatori che affollano quello di San Marco, regala invece una vista a 360° che abbraccia tutta Venezia, dai campanili alle guglie, dai palazzi della laguna fino alla Punta della Dogana. Accanto alla basilica sorge l’ex Monastero Benedettino, noto per aver ospitato il Conclave del 1799–1800. In quell’epoca turbolenta, segnata dall’occupazione napoleonica, i cardinali elessero qui, protetti dall’isolamento, Papa Pio VII.

VADEMECUM
  • La Fondazione Cini offre mostre e percorsi raccolti, perfetti per una pausa meditativa.
  • L’isola è raggiungibile in pochi minuti con il vaporetto linea 2 dalla fermata di San Zaccaria
2. Come in quadro: le Colline del Prosecco

Tra Conegliano e Valdobbiadene, in provincia di Treviso, si apre un paesaggio che sembra dipinto: luci morbide, filari scolpiti da secoli di lavoro, borghi in pietra che emergono tra i vigneti come pennellate nel verde. Le Colline del Prosecco, oggi Patrimonio UNESCO, raccontano una storia fatta di fatica, ingegno e tradizione. La Strada del Prosecco — la prima in Italia — attraversa eremi appartati, antichi casali, cantine storiche e punti panoramici incastonati tra le celebri “Rive”, vigneti così ripidi da richiedere vendemmie eroiche. La leggenda locale narra che, in queste colline, i monaci benedettini custodissero un “vino della luna”, ricavato da uva raccolte solo nelle notti di plenilunio per ottenere un aroma più puro. Nessuna prova storica, ma il fascino del racconto rende ogni calice ancora più magico.

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  • Da non perdere il Molinetto della Croda, incastonato nella roccia e accarezzato da una cascata.
  • La Strada del Prosecco è perfetta da percorrere in e-bike lungo itinerari panoramici organizzati.
3. Le Cascate di Fanes: un tuffo tra le Dolomiti

Nel Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, a nord di Cortina, in provincia di Belluno, le Cascate di Fanes si aprono come un teatro naturale scolpito dall’acqua. Il torrente Travenanzes ha modellato canyon profondi e gole strettissime che si alternano a ponti sospesi e passerelle da cui ammirare scorci da film d’avventura. Il momento più intenso è il passaggio dietro la cascata principale: il rombo dell’acqua vibra nel petto e la luce si frantuma in una miriade di gocce luminose. Camminare qui equivale a viaggiare dentro la storia del pianeta: la zona è ricca di fossili marini che ricordano come, milioni di anni fa, le Dolomiti fossero il fondale di un oceano.

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  • La durata del percorso escursionistico è di circa 2–3 ore.
  • Indossare scarpe con buon grip, alcuni tratti possono essere scivolosi.
4. Villa Barbarigo: il giardino che parla all’anima

A Valsanzibio, frazione di Galzignano Terme, in provincia di Padova, Villa Barbarigo custodisce uno dei giardini all’italiana più suggestivi d’Europa. Non si tratta di un mero ornamento paesaggistico, ma di un vero e proprio percorso simbolico ideato nel Seicento da Luigi Bernini (fratello del celebre Gian Lorenzo), come solenne voto per la fine della devastante peste del 1630.

Il punto focale è l’imponente Labirinto di Bosso, uno dei più antichi ancora intatti in Italia, che simboleggia la difficile, ma necessaria, ricerca della verità, un percorso fatto di svolte inattese e scelte cruciali. Il resto del giardino si snoda come una narrazione barocca che conduce dalla suggestiva porta dell’eternità al solenne viale delle statue. Secondo la tradizione, i giovani innamorati venivano qui per “mettere alla prova il destino”: se uscivano dal labirinto in meno di mezz’ora, il loro amore era destinato a durare.

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  • La Villa si trova ai piedi dei Colli Euganei, perfetti per un’escursione naturalistica.
  • Parcheggio ampio e gratuito all’ingresso della Villa.
5. Borghetto sul Mincio: tra mulini e nodi d’amore  

Si narra che, in tempi antichi, le acque tranquille del Mincio non fossero soltanto un fiume, ma un confine sottile tra il mondo degli uomini e quello delle creature fatate. È lungo queste rive incantate che sorge Borghetto sul Mincio, minuscolo borgo della provincia di Verona, fatto di mulini ad acqua, ponticelli in legno e casette in pietra. A dominare il paesaggio è l’imponente Ponte Visconteo, una diga-ponte costruita nel 1393 e lunga 650 metri. Camminare sulla sua sommità significa immergersi in una delle vedute più romantiche della zona: le anse del Mincio scorrono morbide tra i prati che in estate diventano un tappeto verde, mentre poco distante il Castello Scaligero di Valeggio sorveglia il borgo dall’alto, come un guardiano medievale.

La magia di Borghetto non vive soltanto nei suoi scorci, ma anche nelle sue storie. La più celebre è quella dei Nodi d’Amore, i tortellini sottilissimi che hanno reso Valeggio e Borghetto famosi in tutta Italia. La leggenda racconta dell’amore proibito tra la ninfa Silvia e il capitano Malco. I due, appartenenti a mondi destinati a non incontrarsi, si amarono in segreto finché i soldati non tentarono di catturare la ninfa, scambiandola per una spia. Per proteggersi, Silvia si gettò nel fiume lasciando a riva un velo di seta annodato, ultimo segno del suo amore per Malco. Colpiti dalla storia, gli abitanti trasformarono quel gesto in un simbolo culinario: un piccolo nodo di pasta sottile, delicato come un velo e resistente come un legame eterno.

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  • Borghetto si può raggiungere anche in bici percorrendo la pista ciclabile del Mincio che collega Peschiera del Garda a Mantova.
  • Nella zona è attiva la ZTL: parcheggia a Valeggio (consigliato il parcheggio vicino al Castello Scaligero) e raggiungi il borgo a piedi.

Valeria De Simone