Installare telecamere nelle parti comuni di un condominio – come ingressi, cortili, garage o corridoi – è possibile, ma solo nel rispetto di precise regole. La videosorveglianza, infatti, deve conciliare esigenze di sicurezza e tutela della privacy dei condomini.
Quando è possibile installare le telecamere
L’installazione di un impianto di videosorveglianza nelle aree comuni deve essere approvata dall’assemblea condominiale. È richiesta la maggioranza prevista dall’art. 1136 del Codice civile: maggioranza degli intervenuti in assemblea e almeno la metà del valore dell’edificio (500 millesimi).
Senza delibera assembleare, l’impianto non può essere installato come sistema condominiale. Diverso è il caso del singolo condomino: può installare una telecamera a tutela della propria proprietà (ad esempio sulla porta di casa), ma senza inquadrare aree comuni in modo invasivo o spazi privati di altri condomini.
Privacy e obblighi da rispettare
La videosorveglianza condominiale deve rispettare il Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) e le indicazioni del Garante della Privacy.
In particolare:
- Finalità chiara e legittima: le telecamere devono essere installate per motivi di sicurezza (atti vandalici, furti, danneggiamenti).
- Cartelli informativi: è obbligatorio segnalare la presenza delle telecamere con appositi avvisi ben visibili.
- Limitazione delle riprese: le telecamere devono inquadrare solo le aree strettamente necessarie, evitando strade pubbliche o proprietà private esterne.
- Tempi di conservazione: le immagini non possono essere conservate oltre il tempo necessario, di norma 24-48 ore, salvo esigenze particolari.
- Accesso ai dati: solo soggetti autorizzati (di solito l’amministratore o una ditta incaricata) possono accedere alle registrazioni.
Se l’impianto è gestito da una società esterna, serve la nomina a responsabile del trattamento dei dati. È buona prassi, inoltre, disciplinare tutto in un regolamento interno, approvato dall’assemblea.

Pro e contro
L’installazione di telecamere nelle aree comuni può offrire diversi benefici:
- maggiore deterrenza contro furti e atti vandalici;
- più sicurezza percepita dai condomini;
- possibilità di identificare responsabili di danneggiamenti;
- tutela del patrimonio condominiale.
Non mancano però alcune criticità:
- rischio di violazioni della privacy se l’impianto non è gestito correttamente;
- costi di installazione e manutenzione;
- possibili conflitti tra condomini contrari alla videosorveglianza;
- responsabilità legali in caso di uso improprio delle immagini.
Un impianto non conforme può esporre il condominio a sanzioni anche rilevanti.