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Mutui, tassi di nuovo in aumento: le famiglie scelgono il fisso

  • 21 Gennaio 2026

A fine 2025 torna a salire, seppur con gradualità, il costo dei mutui per l’acquisto della casa. Il tasso medio applicato alle nuove operazioni ha raggiunto a dicembre il 3,37%, in leggero aumento rispetto al 3,30% di novembre, ma nettamente più basso rispetto ai livelli di un anno prima, quando superava il 4,4%. I dati emergono dall’ultimo rapporto mensile dell’Abi e delineano uno scenario in cui la fase di discesa dei tassi sembra essersi arrestata.

Un andamento simile si registra anche sul fronte dei finanziamenti alle imprese: il tasso medio sulle nuove operazioni è salito al 3,64%, contro il 3,52% del mese precedente. Resta invece stabile il tasso medio sul totale dei prestiti in essere, che si mantiene al 3,97%, includendo quindi anche i finanziamenti sottoscritti negli anni passati.

Prestiti in crescita per famiglie e imprese

Nonostante il lieve rialzo dei tassi, il credito continua a crescere. A dicembre 2025 l’ammontare complessivo dei prestiti a famiglie e imprese è aumentato del 2,3% su base annua, accelerando rispetto al +2,1% registrato a novembre. La crescita è trainata soprattutto dalle famiglie, che segnano il dodicesimo mese consecutivo di aumento dei finanziamenti, mentre per le imprese si tratta del sesto mese positivo consecutivo.

Secondo l’Abi, il rialzo dei tassi osservato a dicembre è legato all’andamento degli Irs, i tassi di riferimento del mercato, che nei mesi precedenti sono saliti dal 2,69% al 2,90%. Un segnale che rafforza l’idea che la fase di riduzione dei tassi sia ormai alle spalle.

Questo contesto sembra aver influenzato in modo chiaro le scelte dei mutuatari. A dicembre, circa l’80% dei mutui stipulati è stato a tasso fisso, a conferma di una strategia prudente da parte delle famiglie, orientate a proteggersi da possibili ulteriori rialzi e a garantirsi una maggiore stabilità delle rate nel tempo.

Risparmi e investimenti: forte crescita della raccolta indiretta

Parallelamente, cresce in modo significativo anche la propensione all’investimento. La raccolta indiretta, ovvero gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, è aumentata di 106,5 miliardi di euro tra novembre 2024 e novembre 2025. Di questi, 35,7 miliardi provengono dalle famiglie, 19 miliardi dalle imprese, mentre la parte restante è riconducibile ad altri settori, come imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione.

La raccolta diretta complessiva, che comprende depositi e obbligazioni, ha raggiunto a dicembre 2025 i 2.137,2 miliardi di euro, con una crescita annua del 2%. Si tratta di una dinamica ancora positiva, anche se in rallentamento rispetto al +2,6% registrato il mese precedente.