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La Scarcella pasquale: un intreccio di tradizioni

  • 3 Aprile 2026

Preparare la Scarcella nei giorni che precedono la Pasqua è un rito che accorcia le distanze tra le generazioni. Attorno al tavolo, le mani lavorano insieme per modellare nastri di pasta che, avvolti con cura attorno all’uovo sodo, custodiscono un’antica promessa di rinascita. È la magia della cucina pugliese: trasformare ingredienti umili in un simbolo di festa.

Tra le tante varianti che profumano i vicoli delle città, ecco la versione, facile e veloce, firmata Sapori di Casa.

Ingredienti (per 2 Scarcelle)

  • 75 gr di zucchero
  • 250 gr di farina 00
  • 1 uovo 
  • 50 ml olio extravergine d’oliva 
  • 50 ml di latte
  • 5 gr di lievito in polvere per dolci 
  • Scorza di mezzo limone

Per guarnire

  • 2 uova sode
  • Codette di zucchero colorate q.b.

Procedimento

In una ciotola capiente, unisci farina, lievito, zucchero e scorza di limone. Aggiungi l’uovo e inizia a impastare versando l’olio e il latte. Lavora il composto fino a ottenere un panetto liscio ed elastico, poi lascialo riposare per 30 minuti. Nel frattempo, prepara le uova sode e lasciale raffreddare.

Riprendi l’impasto e metti da parte due piccoli pezzetti di pasta (serviranno per “ingabbiare” le uova). Dividi il resto in 6 parti più o meno uguali e modella dei filoncini. Intrecciateli a tre a tre, chiudendoli poi a cerchio per formare due corone.

Adagia le corone su una teglia con carta forno, posiziona l’uovo sodo al centro di ognuna e fissalo con le striscioline tenute da parte. Dopo una pioggia di codette colorate, inforna a 180°Cper circa 30 minuti.

Curiosità

L’etimologia della Scarcella è un affascinante viaggio nel tempo. Il nome potrebbe derivare da scarsella, la borsa portamonete medievale: la scarcella era infatti una pietanza “da viaggio”, pratica e nutriente. Un’altra ipotesi suggerisce un legame con il verbo scarcerare: il gesto di rompere l’intreccio di pasta per liberare l’uovo simboleggia la liberazione dal peccato e la gioia della Resurrezione.

Sapevi che in origine era salata? Nelle case contadine, pepe e sale erano più accessibili dello zucchero. Solo col tempo è diventata il dolce che amiamo oggi. E attenzione al numero di uova: la tradizione vuole che siano sempre dispari per buon augurio. Un tempo, la suocera la regalava al futuro genero: più uova c’erano, più solido era il legame (e generosa la dote della sposa).

BUONO A SAPERSI

Maiosana alle uova sode

Il dolce è finito in un baleno ma le uova sode della decorazione sono rimaste lì? Non lasciarle in frigo! Recupera anche quel limone rimasto senza scorza e prepara la Maiosana: una finta maionese vellutata, leggera e… impossibile da far impazzire!

Perché provarla? È più sicura (niente uova crude), cremosa e ricca di proprietà grazie al tocco dorato della curcuma.

Ingredienti

  • 2 Uova sode
  • 80 ml di Olio di semi
  • 20 ml di Succo di limone
  • Sale q.b.
  • Un pizzico di curcuma Acqua/amido di mais q.b

Procedimento
Sguscia le uova sode, tagliale grossolanamente e inseriscile nel bicchiere del frullatore a immersione. Aggiungi il succo di limone, il sale e l’olio. Inizia a frullare fino a ottenere una crema liscia. Se la maionese ti sembra troppo densa, aggiungi un cucchiaio di acqua, se invece è troppo liquida aggiungi un cucchiaio di amido di mais. Frulla ancora per qualche secondo fino a raggiungere la cremosità desiderata. Un pizzico di curcuma le donerà, infine, un colore dorato irresistibile.

Valeria De Simone