Quando si pensa all’Abruzzo in inverno, l’immaginazione corre subito alle affollate piste da sci, agli accoglienti rifugi e ai camini scoppiettanti. Eppure basta allontanarsi dai percorsi più conosciuti per scoprire un’altra dimensione: quella in cui la neve smorza ogni rumore e i paesaggi si trasformano in scenari fuori dal tempo. È qui che emergono borghi abbandonati, eremi scolpiti nella roccia e piccoli santuari che custodiscono tesori inattesi. Pronti a togliere gli sci e indossare gli scarponi?
1. Valle Piola: il borgo “congelato” del Gran Sasso
Tra le faggete dei Monti della Laga, in provincia di Teramo, si nasconde il piccolo villaggio fantasma di Valle Piola. Le abitazioni in pietra, i tetti e i balconi in legno raccontano un mondo rurale essenziale, scolpito dal vento e dalla solitudine. Abbandonato dal 1977, ha parlato, per secoli, un dialetto tutto suo, oggi scomparso. La tradizione popolare narra che tra le abitazioni disabitate si possa incontrare la “Fijje de la Neje”, una giovane donna vestita di bianco: indicarle il cammino porterebbe un inverno mite, ignorarla significherebbe attirare, invece, bufere improvvise.
VADEMECUM
• Raggiungibile tramite sentieri CAI da Ceppo o Cortino.
• Nessun servizio in loco: portare acqua e viveri.
2. L’Eremo di San Bartolomeo in Legio: un nido di pietra tra cielo e roccia
Più che un luogo di culto, l’Eremo di San Bartolomeo è un miracolo di ingegneria scolpito nella roccia della Majella tra il X e l’XI secolo. Quando Pietro da Morrone – il futuro Celestino V – vi giunse nel XIII secolo, lo ampliò adattandolo alla pratica ascetica. La piccola navata scavata nella parete, l’altare rupestre e le nicchie votive raccontano secoli di silenzio e preghiera. La sua posizione è perfetta: una terrazza naturale sospesa sull’Orfento, isolata ma aperta alla luce.

VADEMECUM
- Da non perdere il Molinetto della Croda, incastonato nella roccia e accarezzato da una cascata.
- La Strada del Prosecco è perfetta da percorrere in e-bike lungo itinerari panoramici organizzati.
3. La fortezza di Civitella del Tronto: l’ultimo baluardo del regno borbonico
Maestosa e imponente, la Fortezza di Civitella del Tronto domina dall’alto la Val Vibrata e la Valle del Salinello. Fu l’ultima roccaforte borbonica a cadere nel 1861 e ancora oggi conserva l’aspetto di un grande labirinto militare di oltre 500 metri: camminamenti di ronda, bastioni, piazzali d’armi e antiche cisterne si alternano a vedute che spaziano dal Gran Sasso all’Adriatico. A rendere l’atmosfera più misteriosa è la leggenda dell’Urtim’ Sgurdat’, il fantasma di un soldato che – si dice – non smise mai di pattugliare la fortezza, continuando la sua ronda per l’eternità.
VADEMECUM
- Parcheggio vicino all’ingresso principale.
- Consigliata la visita al borgo medievale sottostante, tra i più belli d’Italia.
4. L’Oratorio di San Pellegrino a Bominaco: la “Cappella Sistina d’Abruzzo”
A circa 30 km da L’Aquila, sorge il complesso monastico di Bominaco, tesoro artistico di inestimabile valore: il piccolo Oratorio di San Pellegrino, semplice e sobria cappella benedettina, che custodisce al suo interno affreschi risalenti tra l’XI e il XIII secolo. Per la ricchezza, la rarità e la straordinaria importanza della sua decorazione, l’Oratorio è soprannominato la “Cappella Sistina d’Abruzzo”. Si possono ammirare scene della Passione di Cristo, la vita di San Pellegrino e, in particolare, il famoso Calendario Bominacese dove ai mesi sono associati i lavori agricoli e i segni zodiacali.

VADEMECUM
- Clima rigido sull’altopiano: necessario abbigliamento caldo
- Possibile visita combinata con la chiesa romanica di Santa Maria Assunta
5. Borghetto sul Mincio: tra mulini e nodi d’amore
Arroccato su un pianoro roccioso, Castrovalva domina dall’alto le Gole del Sagittario offrendo una delle viste più iconiche d’Abruzzo. Il borgo, con la sua unica strada d’accesso in salita e le poche case in pietra affacciate sul nuovo, appare come un presepe. Proprio questo profilo affascinò l’artista olandese M.C. Escher, che qui trovò ispirazione per una delle sue litografie più celebri: “Castrovalva”.
VADEMECUM
- Raggiungibile in auto (strada stretta ma percorribile)
- Da non perdere l’Oasi WWF delle Gole del Sagittario, aperta parzialmente anche d’inverno
Valeria De Simone