Il mercato residenziale italiano continua a muoversi su un doppio binario: da un lato i prezzi delle case in vendita, dall’altro i canoni di locazione. Nel primo trimestre del 2026, acquistare un immobile costa in media 2.179 euro al metro quadro, mentre per affittarlo servono circa 14,3 euro al metro quadro. Rispetto allo stesso periodo del 2025, si registra un aumento del 4,3% per le compravendite e del 3,6% per gli affitti.
Vendite: il Nord traina la crescita
L’incremento dei prezzi di vendita si concentra soprattutto nelle regioni settentrionali. Il Nord-Est segna la crescita più marcata con un +6,5%, seguito dal Nord-Ovest (+5,7%). Più contenuti gli aumenti al Centro (+3,6%), mentre Sud e Isole restano quasi stabili, rispettivamente a +1,4% e +1,5%.
Tra le regioni, il Trentino-Alto Adige si conferma il territorio più caro, con una media di 3.718 euro al metro quadro. Seguono Lombardia (2.753 euro) e Liguria (2.743 euro). All’opposto, i prezzi più accessibili si registrano in Calabria (960 euro), Molise (1.035 euro) e Sicilia (1.167 euro).
A livello urbano, Milano mantiene il primato come città più costosa per acquistare casa, con 5.645 euro al metro quadro, davanti a Firenze, Bologna e Roma. Più contenuti i valori nei capoluoghi come Catanzaro e Campobasso, che restano tra i più economici del Paese.

Affitti: crescita più forte al Centro e al Sud
Sul fronte delle locazioni emerge uno scenario diverso. Gli aumenti più significativi riguardano il Centro (+7,5%) e le regioni del Sud e delle Isole (+6,6%). Più contenuta la crescita nel Nord, con incrementi limitati all’1,3% nel Nord-Ovest e all’1,1% nel Nord-Est. Milano resta la città più cara anche per gli affitti, con 22,3 euro al metro quadro, ma registra una lieve flessione su base annua (-1,4%). In calo anche Firenze (-2,6%), mentre Roma mostra una tendenza opposta con un aumento del 5%, attestandosi a 18,3 euro al metro quadro.
Tra i capoluoghi più economici per vivere in affitto si segnalano Potenza, Campobasso e L’Aquila, con canoni decisamente inferiori alla media nazionale. A livello regionale, spicca il forte aumento della Valle d’Aosta (+33%), che raggiunge i 23 euro al metro quadro, seguita da Lombardia e Toscana. Le aree più convenienti restano invece Molise, Basilicata e Abruzzo.
Domanda e offerta: dinamiche divergenti
Il mercato mostra segnali contrastanti anche sul fronte della domanda. Per le compravendite cresce del 3,5% il numero medio di contatti per annuncio, con il Centro in forte espansione (+8,5%), mentre l’offerta complessiva cala del 2,2%.
Diversa la situazione per gli affitti: qui l’offerta aumenta sensibilmente (+24,4% su base annua), mentre la domanda registra una flessione del 10,6%. Nonostante ciò, l’interesse per le locazioni resta elevato, soprattutto rispetto al mercato delle vendite. Un equilibrio ancora fragile, che conferma come il settore immobiliare italiano stia attraversando una fase di profondo cambiamento, con dinamiche territoriali sempre più differenziate e nuove sfide per chi cerca casa.