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Affitti, il 2026 parte in salita: canoni in aumento nelle principali città

  • 3 Febbraio 2026

Il mercato delle locazioni apre il 2026 con un segnale positivo. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di idealista, nel mese di gennaio i canoni di affitto in Italia sono cresciuti dell’1%, portando il valore medio nazionale a 14,3 euro al metro quadro. Su base annua, l’aumento si consolida al 2,8%, confermando una tendenza rialzista che coinvolge gran parte del territorio.

Capoluoghi: più della metà cresce

A livello cittadino, il 58% dei capoluoghi italiani registra un aumento dei canoni nel primo mese dell’anno. L’incremento più marcato si osserva a Barletta, che mette a segno una crescita a doppia cifra, seguita da Pesaro, Reggio Calabria, Chieti e Lecco, tutte con rialzi ben superiori alla media nazionale.

Anche nelle grandi città il segno è prevalentemente positivo. Roma registra un aumento significativo e raggiunge il suo massimo storico, mentre Como, Catania, Cagliari e Torino mostrano variazioni superiori all’1%. Rialzi più contenuti interessano Venezia, Bologna e Firenze, mentre Milano chiude il mese con un incremento lieve ma comunque positivo.

Non mancano tuttavia i segnali di flessione: in 35 capoluoghi i canoni risultano in diminuzione, con cali più accentuati ad Ascoli Piceno, Ravenna e Prato. Alcune città restano invece stabili rispetto a dicembre, tra cui Napoli e Messina.

Sul fronte dei valori assoluti, Milano si conferma la città più cara d’Italia per chi affitta, seguita a brevissima distanza da Firenze e Venezia. Roma consolida la sua crescita, mentre Bologna resta tra i mercati più costosi. All’estremo opposto, i canoni più bassi si registrano soprattutto nel Sud, con Caltanissetta, Vibo Valentia e Agrigento tra le piazze più accessibili.

Province: crescita diffusa ma non uniforme

L’andamento positivo si riflette anche a livello provinciale, dove 66 province su 106 mostrano un aumento dei canoni. I rialzi più consistenti si concentrano in territori a forte attrattività turistica o in ripresa, come Rimini, Sondrio e Nuoro. Spicca anche Belluno, sostenuta dall’effetto Olimpiadi invernali, mentre la provincia di Roma cresce a ritmi superiori alla media nazionale. Più contenuto, invece, l’aumento nell’hinterland milanese.

Province più care e più economiche

Guardando ai prezzi medi, Belluno si posiziona come la provincia più costosa d’Italia, con canoni che superano i 30 euro al metro quadro. Seguono Lucca, Rimini, Aosta e Milano, tutte sopra i 20 euro. Le province più convenienti restano concentrate nel Mezzogiorno, con valori particolarmente bassi a Enna, Caltanissetta e Isernia.

Regioni: prevale il segno più

Anche l’analisi regionale restituisce un quadro complessivamente positivo. A gennaio, 15 regioni su 20 registrano un aumento dei canoni. Il Trentino-Alto Adige guida la classifica degli incrementi, seguito da Toscana e Lazio. Diverse regioni superano la media nazionale, mentre altre mostrano rialzi più contenuti ma comunque positivi. In controtendenza si muovono alcune aree, tra cui Basilicata, Valle d’Aosta e Umbria, che registrano i ribassi più evidenti, insieme a Piemonte e Calabria.

Dal punto di vista dei valori, la Valle d’Aosta si conferma la regione più cara per gli affitti, seguita da Lombardia, Toscana e Lazio. Il Trentino-Alto Adige completa la top five delle regioni con i canoni più elevati. Tutte le altre regioni restano al di sotto della media nazionale, con il Molise che si posiziona come la regione più economica d’Italia.

Nel complesso, i dati di gennaio delineano un mercato degli affitti ancora dinamico, con una pressione crescente sui prezzi in molte aree del Paese e forti differenze territoriali che continuano a caratterizzare il panorama delle locazioni italiane.