La TARI è la tassa comunale sui rifiuti, obbligatoria per tutti i cittadini, e serve a finanziare la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti urbani. L’importo varia in base a fattori come la superficie dell’immobile, il numero di occupanti e, per le utenze non domestiche, la tipologia di attività. A partire dal 2026, la TARI subirà una revisione significativa in molte città italiane, con l’adozione del nuovo metodo tariffario definito da ARERA, che aggiorna i criteri di calcolo per il quadriennio 2026-2029.
Non si tratta di una scelta facoltativa dei singoli Comuni: tutti dovranno adeguarsi al nuovo metodo, pensato per rendere la tassa più aderente ai costi effettivi del servizio di gestione dei rifiuti. Questo adeguamento potrà comportare aumenti fino a un massimo teorico del 9% annuo nei casi in cui siano necessari investimenti, miglioramenti operativi o recuperi di spese pregresse.
Il “bonus rifiuti 2026” per le famiglie
Dal 1° gennaio 2026 sarà introdotto il cosiddetto bonus rifiuti 2026, destinato alle famiglie con reddito basso. Lo sconto previsto è pari al 25% della TARI o della tariffa corrispettiva e sarà applicato automaticamente a chi ha presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) all’INPS e rientra nelle soglie ISEE previste. Le soglie includono un ISEE inferiore a 9.530 euro per famiglie standard e fino a 20.000 euro per famiglie numerose, con almeno quattro figli a carico. Si stima che circa quattro milioni di nuclei familiari potranno beneficiare della riduzione.
In alcune città, come Torino, l’attenzione si concentra su un sistema più ampio di agevolazioni legate all’ISEE, che può arrivare a riduzioni fino al 50% per le famiglie nelle fasce di reddito più basse.
Nuovo calendario dei pagamenti
Una novità importante riguarda il calendario dei pagamenti, già formalizzato in alcune grandi città, a partire da Roma Capitale. Dal 2026, la TARI non sarà più versata in tre rate, ma in quattro, con scadenze fissate tra febbraio e novembre e l’aggiunta di un conguaglio finale a dicembre. Le date standard indicate sono 28 febbraio, 31 maggio, 31 agosto e 30 novembre. L’obiettivo è distribuire i pagamenti lungo l’anno, evitando concentrazioni in pochi mesi e limitando l’impatto sui bilanci familiari.
Roma è al momento l’unica grande città ad aver formalizzato il nuovo calendario, mentre altre realtà italiane stanno ancora valutando le modalità di applicazione, pur mantenendo una linea complessivamente uniformata a livello nazionale.
Possibili effetti sui cittadini e sulle imprese
Le modifiche introdotte possono avere effetti differenti. Il bonus rifiuti e le agevolazioni ISEE alleggeriranno sensibilmente il carico fiscale per molte famiglie, soprattutto quelle con reddito più basso. D’altra parte, l’aggiornamento al nuovo metodo tariffario e i conguagli legati a investimenti e miglioramenti operativi potrebbero tradursi in aumenti per chi non rientra nelle fasce di agevolazione.
Per le attività commerciali e le utenze non domestiche, il nuovo metodo di calcolo potrebbe portare a incrementi più marcati, soprattutto considerando la quota variabile della tariffa, legata alla superficie e alla tipologia di attività.