Mutui, a febbraio continua la discesa del tasso fisso

Assorbito l'allarme per il possibile rialzo dello spread, tornano ad aumentare anche le richieste per i mutui a tasso variabile.

Buone notrizie per chi deve comprare casa stipulando un mutuo. Nonostante l'atteso rallentamento dell'economia tricolore e l'allarme spread dei mesi scorsi, infatti, i tassi continuano a rimanere ai minimi: secondo l'Osservatorio mensile di MutuiOnline.it il tasso fisso registra anzi una lieve discesa, mentre il variabile rimane sostanzialmente stabile.

Il tasso fisso medio registrato a febbraio è dell’1,89% sui mutui a 20 e 30 anni (a gennaio era 1,90%) e un tasso variabile medio dello 0,88% (a gennaio era 0,87%). Rispetto all'ultimo trimestre 2018 aumentano le richieste con finalità acquisto prima casa (da 49,2% a 54,8%), a discapito delle surroghe (da 40,7% a 34,1%); andamento analogo per le erogazioni, dove la finalità acquisto prima casa cresce (da 44,4% a 47,6%) e le surroghe si riducono (da 48,2% a 44,4%).

A ulteriore dimostrazioni che le prospettive sullo spread sono migliorate c'è il dato di richieste di mutuo a tasso variabile, cresciuto nel primo trimestre dell'anno dal 13,8% al 16,9%. Il fenomeno è più contenuto per le erogazioni (dal 9,4% al 10,1%). I mutui a tasso fisso hanno ancora un peso importante nelle scelte delle famiglie italiane (80,8%) e in quelle delle banche (88,9%).

Sempre secondo l'Osservatorio del portale, nel periodo preso in esame si registra una leggera contrazione al Nord (da 49,3% a 48,2%) a vantaggio del centro Italia (da 34,5% a 35,6%) e del Sud (da 10,7% a 11,4%). Dal lato della domanda, guadagnano poco il Sud (da 14,5% a 15,3%) e le Isole (da 6,0% a 6,2%).

Leggi tutto...

Mutui: calano le richieste ma sale l’importo medio

I calcoli di Crif: nei primi due mesi del 2019 il saldo è ampiamente negativo (-7,1%) rispetto allo stesso periodo del 2018.

Sempre meno italiani chiedono un nuovo mutuo. A dirlo è l'ultimo report dell'agenzia Crif che ha preso in esame i dati del 2018 e di gennaio/febbraio 2019. Il calcolo è effettuato su istruttorie formali registrate sul Sistema di informazioni Creditizie di Crif.

Nel mese di febbraio le richieste di nuovi mutui e surroghe sono calate del -7,8% confermando il trend già registrato a gennaio: nei primi due mesi del 2019, infatti, il saldo è ampiamente negativo (-7,1%) rispetto allo stesso periodo del 2018. C'è, però, una nota positiva: la crescita dell’importo medio, che fa segnare un +2,9% per attestarsi a 129.702 euro.

"Le famiglie italiane - fa notare Crif - stanno rivedendo le proprie aspettative in attesa di capire meglio quale possa essere l’evoluzione economica del Paese". Le previsioni per il prodotto interno lordo di quest'anno, infatti, negli ultimi mesi sono state riviste al ribasso da parte dei principali osservatori internazionali: "Le turbolenze sui mercati finanziari della seconda parte del 2018 hanno fatto sentire i propri effetti sul costo dei nuovi mutui che però sono rimasti convenienti".

Leggi tutto...

Mutui, verso il nuovo Euribor: ecco cosa cambia per banche e cittadini

Tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020 entrerà in vigore il "nuovo" Euribor: il Sole 24 Ore spiega cosa cambia per i mutuatari

Il 2019 sarà l'ultimo anno dell'Euribor come lo conosciamo noi. L’European money market institute (Emmi) insieme alle 20 banche che attualmente compongono il panel di rilevazione stanno infatti lavorando a una riforma complessiva del tasso di riferimento che indica l'interesse medio delle transazioni finanziarie tra le principali banche europee. Si tratta di un cambiamento molto importante perché all'Euribor sono agganciati molti contratti bancari, derivati e prestiti e anche mutui ipotecari a tasso variabile.

Perché si è reso necessario questo cambio? A spiegarlo è Il Sole 24 Ore: l'obiettivo è evitare l’insorgere di nuovi scandali finanziari che possano coinvolgere l'Euribor così come già successo nel recente passato. La scadenza è segnata: l'European Benchmark regulation (Bmr) ha dato infatti due anni di tempo a partire dal primo gennaio 2018 per adeguare ai principi internazionali gli indici di mercato e la metodologia con cui vengono calcolati.

COME CAMBIA Il nuovo Euribor sarà un ibrido: verrà cioè determinato quando possibile attraverso gli effettivi scambi di mercato per le diverse scadenze e, in assenza di transazioni, sulle stime del costo della raccolta effettuata dalle banche del panel.

COSA CAMBIA PER I CITTADINI Quali le conseguenze per i mutuatari? Come spiega sempre Il Sole 24 Ore, trattandosi di un cambio di metodo di calcolo e non di una vera e propria sostituzione del tasso, non dovrebbe essere necessario aggiornare i contratti in vigore. Le differenze di valore fra i vecchi e i nuovi tassi che emergono dai test sembrano minime (in media comprese fra 1 e 5 punti base) e a favore dei mutuatari. 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS