Nomisma, il mercato immobiliare regge: "La casa è ancora bene rifugio" In evidenza

Nomisma, il mercato immobiliare regge: "La casa è ancora bene rifugio"

Il report del Centro Studi bolognese conferma i dati in calo delle compravendite nel 2020, ma con numeri meno pesanti del previsto

Il mercato immobiliare è riuscito a tenere botta in un anno drammatico come il 2020, ma le previsioni sul futuro sono ancora molto incerte. È questo, in breve, il risultato dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2021 realizzato da Nomisma e pubblica da Il Sole 24 Ore.

Il report del Centro Studi bolognese, che ha messo sotto la lente di ingrandimento i dati di 13 città di dimensione intermedia (Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno, Taranto, Trieste e Verona) conferma i dati in calo delle compravendite nell'anno appena chiuso, ma con numeri meno pesanti del previsto. I prossimi mesi saranno quindi fondamentali per capire se il mattone ha davvero superato il momento più difficile.

Ma perché il mercato immobiliare ha resistito nonostante un anno difficile e "unico" come il 2020? Secondo Nomisma perché il mattone viene percepito ancora come un rifugio per eccellenza. Per questo motivo molti investitori meno esposti alla crisi si sono indirizzati verso l’immobiliare.
 

RESIDENZIALE

Nel 2020 le compravendite sono state 554 mila con 46.241 abitazioni in meno rispetto al 2019 per un calo del -7,7% su base annua: "un numero abbastanza in linea con lo scenario ottimistico individuato da Nomisma un anno fa, quando prevedeva un calo di 50mila compravendite di case in meno". Da ricorda che, nello scenario peggiore, le compravendite sarebbero state oltre 118mila in meno.

A soffrire nell'anno della pandemia sono state soprattutto le grandi città: l’entità del calo su base annua si è infatti attenuata grazie ai mercati di provincia, i quali, nella seconda parte dell’anno, hanno fatto registrare un aumento tendenziale del 10%. Questa dinamica è visibile anche nei prezzi, in un generale calo ma con dei distinguo: "solo" -0,7% delle città intermedie ma fino a -2% delle grandi città.

Per il futuro, quindi, le previsioni restano incerte. Per un rilancio servirebbe un vero "rimbalzo" dell'economia nel secondo semestre e molto dipenderà anche dalla campagna vaccinale. Ma intanto emergono anche segnali preoccupanti come un ulteriore peggioramento della situazione, più evidente nelle grandi città. Per questo Nomisma avverte che "pur a fronte di un modesto arretramento registrato nel 2020, non si possa ritenere archiviato il pericolo di un tracollo di dimensioni più ampie o anche solo del protrarsi della debolezza congiunturale". 

Ultima modifica ilVenerdì, 09 Aprile 2021 12:26

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