Aste immobiliari: crolla l'offerta ma cresce la richiesta grazie alla digitalizzazione

Aste immobiliari: crolla l'offerta ma cresce la richiesta grazie alla digitalizzazione

I dati dall’Osservatorio di Immobiliare.it: le richieste per gli annunci sono cresciuti del 71% rispetto al 2019

Scende l'offerta di case ma sale l'interesse verso le aste. È la tendenza che emerge dall’Osservatorio annuale di Immobiliare.it sul mercato delle aste immobiliari in Italia.

Confermato quindi il diverso effetto che il Coronavirus ha avuto sui due settori: mentre quello immobiliare ha tenuto botta e solo ora subisce un rallentamento, quello delle aste è andato subito in difficoltà a causa delle tante pratiche che sono state letteralmente congelate a partire dalla primavera.

Dall'indagine emerge una sensibile riduzione dell’offerta di case all'asta, circa -25% in un anno. Tuttavia l’interesse verso questo tipo di immobili da parte di chi cerca casa rimane intatto o addirittura risulta in aumento: le richieste medie per gli annunci in asta sono cresciuti del 71% rispetto al 2019.

Come si spiega questo interesse crescente verso le case all'asta? Da una parte c'è la possibilità di risparmio: mediamente in Italia il prezzo base d’asta è più basso del 57% rispetto al libero mercato. Dall'altro anche la forte digitalizzazione del settore ha portato a una maggiore cura degli annunci online, che li rende ormai equiparabili per ricchezza di immagini e informazioni a quelli del libero mercato.

Per quanto riguarda le metrature degli immobili all’asta, i tagli restano molto grandi. A livello nazionale la superficie media è di 137 metri quadri, dato che però fatica a trovare riscontro nella domanda, visto che l’interesse maggiore da parte degli utenti viene espresso per monolocali e bilocali, le cui richieste medie sono cresciute rispettivamente del 122% e 83% in un anno.

Ultima modifica ilVenerdì, 27 Novembre 2020 14:36
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